30 Ottobre 2021
10:28

Vaccini, cresce la disuguaglianza fra i paesi ricchi e poveri: in Africa vaccinato solo 5,6%

L’avvio della somministrazione della terza dose in numerosi paesi europei e non solo coincide con aumento della disuguaglianza nell’accesso ai vaccini tra i paesi poveri e quelli ricchi. Secondo gli ultimi dati forniti dal sito di pubblicazione scientifica “OurWorldInData” al 26 ottobre il 9,4% della popolazione del Regno Unito ha già ricevuto la terza dose di vaccino, mentre in Africa, in media, l’8,5% della popolazione ha ricevuto la prima dose. Se si guarda al ciclo di vaccinazione completo invece solo il 5,6% in Africa lo ha completato.
A cura di Chiara Ammendola
Somministrazione dei vaccini nello Zimbabwe (Getty)
Somministrazione dei vaccini nello Zimbabwe (Getty)

La disuguaglianza nell'accesso ai vaccini anti Covid tra i paesi ricchi e quelli poveri continua ad aumentare. Gli ultimi dati, allarmanti, giungono dal sito di pubblicazione scientifica "OurWorldInData" secondo cui il 9,4% della popolazione del Regno Unito ha già ricevuto la terza dose di vaccino, rispetto all'8,5% della popolazione africana che ha ricevuto la prima dose. Se si guarda al ciclo di vaccinazione completo invece solo il 5,6% in Africa lo ha completato. I dati fanno riferimento al 26 ottobre e rivelano lo stato della disuguaglianza dei vaccini tra paesi ad alto e basso reddito, in particolare in Africa, e il Regno Unito accusato di accumulare vaccini a spese delle popolazioni più vulnerabili.

Ed è proprio questo uno dei temi in discussione tra i paesi del G20 a cui è stato richiesto da oltre 160 ex leader mondiali un trasporto aereo militare di vaccini Covid in eccesso verso i paesi più poveri. Nello specifico il Regno Unito è stato accusato giorni fa di essere in ritardo rispetto a ogni altro paese del G7, tranne il Giappone, nell'invio di vaccini Covid in eccesso ai paesi più poveri. Dei 30 milioni di dosi che si era impegnato a condividere ne avrebbe inviato solo un terzo. Accuse alle quali il premier Boris Johnson ha risposto dicendo che le persone che hanno ricevuto il vaccino finora dovrebbero essere molto orgogliose del fatto che gran parte sia merito delle azioni intraprese dal governo del Regno Unito che hanno stipulato un accordo con gli scienziati di Oxford e AstraZeneca per distribuirlo a prezzo fisso.

"Le azioni parlano molto più delle parole e i paesi africani hanno bisogno di date di consegna chiare in modo da poter pianificare correttamente la somministrazione dei vaccini" ha spiegato il direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità per l'Africa, Matshidiso Moeti. Mentre Anna Marriott, di Oxfam, ha dichiarato: "Il fatto che anche gli operatori sanitari in prima linea e gli anziani non siano ancora protetti in tutta l'Africa la dice lunga su come i governi dei paesi ricchi abbiano voltato le spalle al mondo". Nello stesso continente africano vi sono grosse disparità interne: se da un lato ci sono paesi come le Seychelles dove l'80% della popolazione ha ricevuto almeno una dosa, dall'altra ci sono paesi come la Repubblica Democratica del Congo dove la percentuale è di appena dello 0,1.

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