14 Febbraio 2018
15:45

Usa, il legale di Trump: “Ho pagato 130mila dollari di tasca mia la pornostar Stormy Daniels”

Ancora un svolta nella vicenda legata alla presunta relazione extraconiugale di Trump con l’attrice hard Stormy Daniels, al secolo Stephanie Clifford: il legale personale del presidente ha confessato al New York Times di aver effettuato di tasca propria il pagamento durante la campagna elettorale del 2016 “per proteggere il suo cliente”.
A cura di Ida Artiaco
Donald Trump e Stormy Daniels.
Donald Trump e Stormy Daniels.

Avrebbe pagato 130mila dollari di tasca propria la pornostar Stormy Daniels, al secolo Stephanie Clifford, per salvare la reputazione di Donald Trump, che con lei avrebbe avuto una relazione quando ancora era un privato cittadino ed era da poco diventato padre di Barron, avuto da sua moglie Melania. È questa la rivelazione che Michael Cohen, legale personale dell'attuale presidente degli Stati Uniti, ha rilasciato al New York Times, alimentando l'ennesimo scandalo scoppiato intorno all'inquilino della Casa Bianca. L'avvocato avrebbe emesso questa cospicua somma di denaro all'attrice a luci rosse nel bel mezzo della campagna elettorale del 2016 per comprarne il silenzio sulla sua presunta relazione con il tycoon, andata avanti per circa un anno a partire dal 2006. "Era mio dovere proteggerlo", si è difeso Cohen.

Il quale ha anche sottolineato che "né la Trump Organization né l'organizzazione della campagna presidenziale hanno avuto alcun ruolo nella transazione. Non un centesimo mi è stato rimborsato, né direttamente né indirettamente". Del pagamento ne aveva già parlato a gennaio il Wall Street Journal, sostenendo che il legale aveva addirittura creato una società ad hoc in Delaware e usato alcuni pseudonimi per cercare di versare i 130 mila dollari alla pornostar senza dare troppo nell'occhio. La novità è che ora l'avvocato fa sapere di aver informato già all'epoca la Fec, Federal Election Commission, di aver compiuto il pagamento di tasca propria, dopo la denuncia di un gruppo chiamato Common Cause secondo cui quel tipo di versamento andava considerato un contributo illegittimo alla campagna presidenziale. L'organizzazione, racconta il New York Times, non sapeva la fonte del denaro ma lo riteneva comunque un versamento in grado di compromettere le elezioni, anche perché di certo le rivelazioni della Clifford avrebbero gettato delle ombre sul candidato repubblicano.

Dal canto suo, l'attrice, dopo che nel 2011 aveva parlato di un affair con quello che era uno degli uomini d'affari più famosi d'America, mantiene un atteggiamento ambiguo sulla vicenda, non confermando né smentendo nessuna di queste voci. Peccato che Jacob Weisberg, direttore di Slate, afferma di aver avuto una seconda conferma della relazione di Clifford con Trump proprio nel 2016 alla vigilia della campagna. E il pagamento effettuato da Cohen sarebbe avvenuto in una settimana particolarmente critica per la campagna elettorale, nel novembre di quell'anno, quando, poche settimane prima delle elezioni, l'allora candidato si vantava di prendere le donne "per la f…" senza il loro consenso. L'obiettivo era appunto quello di comprare il suo silenzio sulla relazione extraconiugale che aveva intrattenuto con The Donald. La verità, dunque, è ancora lontana dall'essere scoperta.

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