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Uomo lanciava feci e urina su donne a caso in strada: “Raccoglieva escrementi dai bagni chimici dei cantieri”

L’uomo è stato condannato a tre anni di carcere da un tribunale di Vienna per 14 casi di aggressione avvenuti in Austria. Secondo una perizia psichiatrica, “il suo più grande desiderio era essere un uomo desiderabile”.
A cura di Antonio Palma
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Dopo aver raccolto feci e urina, li metteva in un contenitore e alla prima occasione utile lanciava gli escrementi addosso a donne incontrate per caso in strada o sui mezzi pubblici rendendosi protagonista di disgustosi attacchi. Per questo un uomo di 30 anni è stato condannato a tre anni di carcere da un tribunale di Vienna senza possibilità di libertà vigilata.

I fatti contestati all'uomo risalgono alla primavera dello scorso anno quando nella capitale austriaca si sono verificati diversi attacchi con feci contro persone di passaggio, nella stragrande maggioranza dei casi donne. Quattordici le vittime identificate dopo svariati denunce tra cui 12 donne e due uomini.

Secondo gli inquirenti locali, l'uomo prendeva di mira espressamente ragazze e donne e solo per caso sono stati colpiti anche i due uomini. Tutte le vittime sono rimaste traumatizzate dagli attacchi e raccontano di momenti terribili. "Mi ha colpito sulla spalla. Ho urlato. Piangevo e puzzavo. È stato terribile" ha raccontato una di loro. "Sono stata colpita direttamente sugli occhiali da sole. C'era una puzza orribile. L'odore era acre" raccontato ancora un'altra. Alcune in quei frangenti hanno temuto addirittura che potesse essere dell'acido, raccontando di un odore acre che è andata avanti per giorni.

Secondo una perizia psichiatrica, il condannato soffre di un disturbo combinato di personalità che lo rende pericoloso e per questo gli è stato ordinato anche il ricovero in un ospedale psichiatrico. "Il suo più grande desiderio era essere un uomo desiderabile e sessualmente attraente", ha spiegato il perito psichiatrico in tribunale ritenendo però l'imputato capace di intendere e volere.

Il trentenne dal suo canto si è scusato per il suo comportamento ma ha ammesso solo quattro degli attacchi affermando che gli altri sono opera di emulatori. Al momento non è chiaro cosa ci fosse esattamente in quelle boccettine anche perché i liquidi non sono stati mai analizzati.  L'avvocato dell'imputato ha dichiarato che l'uomo ha utilizzato un mix di feci di cane e acqua per i suoi attacchi ma gli inquirenti invece sostengono che l'uomo ha prelevato le feci da un bagno chimico di un cantiere edile a cui aveva accesso.

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