Trafficante di migranti arrestato in Italia, il Guardian: “Clamoroso scambio di persona”
Nel giorno in cui nel Tribunale di Palermo si terrà la prima udienza del processo a carico Medhane Yehdego Mered, l'uomo arrestato nel maggio scorso in Sudan estradato in Italia e accusato di traffico di esseri umani, il quotidiano britannico The Guardian pubblica alcune foto inedite che proverebbero che si tratterebbe di un clamoroso scambio di persona. Da tempo numerosi media inglesi hanno sollevato forti dubbi a proposito dell'identità dell'uomo detenuto in Italia, dubbi confermati quest'oggi da alcuni scatti realizzati nell'ottobre del 2015 che mostrerebbero il "vero" Medhane Yehdego Mered ad una festa di matrimonio per un suo nipote. Due ospiti della stessa festa hanno spiegato al Guardian che quello era effettivamente il trafficante di migranti sulle cui tracce era da tempo la polizia italiana. Se così fosse, tuttavia, le nostre autorità avrebbero effettivamente tratto in arresto un innocente. Spiega il Guardian: "L’uomo nelle fotografie appare nettamente diverso dall’uomo estradato in Italia, ma ricorda da vicino la persona descritta come Mered nelle foto segnaletiche rilasciate dai pubblici ministeri italiani negli anni precedenti".
Le autorità italiane avrebbero arrestato quindi una persona del tutto estranea alle accuse: eppure a maggio la nostra polizia e quella britannica, che ha collaborato alle indagini, hanno esultato e presentato la cattura di Medhane Yehdego Mered come una straordinaria vittoria contro i trafficanti di esseri umani. Michele Calantropo, legale dell’uomo arrestato in Sudan, ha commentato: "Queste foto sono molto importanti perché dimostrano ciò che abbiamo cercato di dire in questi ultimi mesi: dimostrano che il trafficante è ancora in libertà e che non è, ovviamente, il mio cliente". Oltre alla prova fotografica a scagionare l'uomo in carcere ci sarebbe anche la perizia fonica: la voce del detenuto non corrisponde affatto a quella di Medhane Yehdego Mered e le foto trovate sul suo smartphone non sarebbero state scattate in prima persona, bensì scaricate da un sito asiatico.
L'uomo chiuso nelle carceri italiane sarebbe Medhanie Tesfamariam Berhe: un 29enne eritreo mai stato in Libia in vita sua e mai coinvolto nella presunta organizzazione dedita al traffico di esseri umani.