
Gli aggiornamenti sui colloqui tra Iran e Usa di venerdì 26 giugno. Una nave portacontainer è stata attaccata da Teheran ieri nello Stretto di Hormuz e l'accaduto ha indotto le Nazioni Unite a sospendere le operazioni di evacuazione dei marinai bloccati. Trump: “L’Iran ha violato il cessate il fuoco con gli attacchi a Hormuz”. Intanto è stato firmato un accordo tra Israele e Libano. Netanyahu: "L'intesa con Beirut un colpo all'Iran".
Trump: "Ho salvato Israele dall'eliminazione, senza di me l'Iran avrebbe avuto armi nucleari"
Donald Trump ha rivendicato di aver contribuito a proteggere Israele e il Medio Oriente cancellando l'accordo sul nucleare iraniano firmato nel 2015 durante l'amministrazione di Barack Obama.
Parlando a una conferenza di cristiani conservatori, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato: "Ho annullato l'accordo di Barack Hussein Obama. Se non l'avessi fatto, l'Iran avrebbe avuto armi nucleari".
Secondo Trump, senza quella decisione la situazione avrebbe avuto conseguenze drammatiche: "Oggi Israele non esisterebbe più. Israele sarebbe scomparso. E probabilmente sarebbe scomparso anche il Medio Oriente, e anche noi. Avrebbero potuto colpirci".
Il presidente americano ha poi aggiunto che gli Stati Uniti avrebbero reagito in modo deciso: "Noi li avremmo annientati molto rapidamente, ma anche loro avrebbero potuto infliggerci danni pesanti".
Palazzo Chigi: "Bene l'accordo tra Libano e Israele, l'Italia farà la sua parte"
Il governo italiano ha accolto con favore l'annuncio dell'accordo quadro raggiunto tra Libano e Israele grazie alla mediazione degli Stati Uniti. In una nota diffusa da Palazzo Chigi, l'esecutivo ha sottolineato l'importanza dell'intesa per rafforzare il cessate il fuoco e favorire una stabilizzazione duratura della regione.
"È fondamentale consolidare il cessate il fuoco tra il Libano e Israele e creare le condizioni per una pace duratura tra queste due nazioni che veda affermata la sovranità e l'integrità territoriale del Libano e la sicurezza di Israele", si legge nella nota.
Il governo ha inoltre ribadito l'impegno dell'Italia nel sostenere il processo diplomatico: "L'Italia, che è da tempo impegnata per questi obiettivi, continuerà a fare la sua parte, in stretto coordinamento con partner e alleati".
Libano, Israele e Usa hanno firmato l'accordo quadro
Libano, Israele e Stati Uniti hanno firmato l'accordo quadro che spiana la strada alla pace. La firma è avvenuta al Dipartimento di Stato.
Netanyahu: "Grande risultato dei negoziati, colpo all'Iran"
"I negoziati sono stati lunghi e oggi hanno dato i loro frutti. La cosa più importante è che Israele rimanga nella zona di sicurezza nel Libano meridionale. Questo è un grande risultato e lo manterremo finché Hezbollah non si disarmerà, finché esisterà un pericolo per lo Stato di Israele. Questo è anche un duro colpo per l'Iran. E in sostanza, Israele, Libano e Stati Uniti gli stanno dicendo: non sono affari vostri". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu commentando l'accordo quadro con il Libano siglato a Washington.
Israele e Libano firmano l'accordo quadro a Washington, Rubio: "È solo l'inizio dell'inizio"
Libano, Israele e Stati Uniti hanno annunciato la firma di un accordo quadro a Washington al termine del quinto round di negoziati diretti tra le parti.
Durante la cerimonia della firma, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha sottolineato che l'intesa rappresenta soltanto un primo passo verso un percorso più ampio. "È solo l'inizio dell'inizio", ha dichiarato Rubio. "C'è ancora molto lavoro da fare. Oggi è il primo passo. Il primo passo a volte è il più difficile", ha aggiunto.
L'accordo arriva dopo giorni di colloqui mediati dagli Stati Uniti con l'obiettivo di ridurre le tensioni tra Israele e Libano e avviare una fase di ritiro parziale delle forze israeliane dal sud del Paese.
Israele e Libano, accordo quadro per il ritiro parziale dell’IDF dal sud del Paese
Israele e Libano hanno raggiunto un accordo quadro per l’avvio del ritiro parziale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) dal Libano meridionale. A confermarlo al Times of Israel è una fonte a conoscenza dei negoziati.
Secondo quanto riferito, le truppe israeliane lasceranno due aree all’interno della fascia cuscinetto di circa 10 chilometri creata dall’IDF nel sud del Libano. Al loro posto subentreranno unità delle forze armate libanesi.
Le zone interessate, secondo la stessa fonte, sono già state bonificate dalla presenza di infrastrutture riconducibili a Hezbollah. In alcuni casi, le operazioni militari israeliane hanno comportato la distruzione di villaggi al confine, che l’IDF considera utilizzati dal gruppo armato per pianificare attacchi contro Israele.
L’intesa è arrivata nel corso del quarto giorno del quinto round di colloqui mediati dagli Stati Uniti tra le due parti, tenuti a Washington. Washington ha spinto per chiudere l’accordo già nella giornata precedente, ma le divergenze tra Israele e Libano hanno richiesto ulteriore tempo per essere superate. Una breve cerimonia di firma è attesa nelle prossime ore al Dipartimento di Stato americano.
Iran: "Canale diretto con Usa su Hormuz? Menzogna completa"
I Guardiani della Rivoluzione islamica hanno smentito le affermazioni di alcuni funzionari statunitensi secondo cui sarebbe stato istituito un canale diretto tra Teheran e Washington sul tema dello Stretto di Hormuz. "Si tratta di una menzogna completa e lo smentiamo con forza. Non è mai accaduto e non accadrà – ha dichiarato il portavoce Hossein Mohebbi – lo Stretto di Hormuz è territorio iraniano e non ha nulla a che fare con gli Stati Uniti".
Katz: "Se l'Iran attacca, sarà il suo più grande errore"
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha pubblicato un messaggio in farsi su X, scrivendo che "il comandante della Forza Quds iraniana, Qaani, ha recentemente lanciato numerose minacce contro Israele. In ogni caso, se l'Iran attacca Israele, sarà il suo più grande errore. Né Hormuz né il fuoco sui civili lo aiuteranno. Nulla ci fermerà. Le nostre forze sono pronte a portare a termine la missione".
Axios: atteso per oggi annuncio accordo tra Libano e Israele
Dovrebbe essere annunciato oggi un accordo quadro tra i governi israeliano e libanese. Lo ha scritto su ‘X' il giornalista di Axios Barak Ravid. "Funzionari israeliani e libanesi mi hanno detto di aspettarsi che un accordo quadro tra i due governi venga annunciato oggi", recita il post.
Rutte: "Ho solo detto che l'Italia rispetta gli accordi bilaterali con gli Stati Uniti"
"Quello che ho detto non è che l'Italia stia facendo più di quanto si sia impegnata a fare secondo gli accordi bilaterali con gli Stati Uniti, ma che sta rispettando gli accordi bilaterali. Quindi, non più di quello". Lo dichiara il segretario generale della Nato Mark Rutte, rispondendo a una domanda nel corso di una conferenza all'Atlantic Council e precisando ancora una volta le sue affermazioni sul numero di voli Usa decollati dalle basi statunitensi in Italia a supporto dell'operazione Epic Fury in Iran. "Se si considera l'intera Europa" sono avvenuti "tra i 4000 e i 5000 decolli dalle basi europee", aggiunge Rutte.
Aumenta il numero di vittime in Libano a causa degli attacchi israeliani
Il Ministero della Salute libanese ha dichiarato che il bilancio complessivo degli attacchi israeliani dal 2 marzo è salito a 4.243 morti e 12.186 feriti. I funzionari israeliani insistono sul fatto che rimarranno in Libano , nonostante l'Iran affermi che Israele è obbligato a ritirarsi in base ai termini dell'accordo di cessate il fuoco provvisorio tra Stati Uniti e Iran, che riguarda anche il Libano.
Trump: "L'Iran ha violato il cessate il fuoco con gli attacchi a Hormuz"
"L'Iran ha violato il cessate il fuoco con i suoi attacchi contro le navi nello Stretto di Hormuz" lo scrive Donald Trump sul suo social Truth. "L'Iran ha lanciato almeno quattro droni d'attacco unidirezionali contro navi in transito nello Stretto di Hormuz. Uno dei droni ha colpito in pieno il ponte superiore di una grande e costosissima nave da carico. Sono stati riportati danni, ma la nave ha potuto proseguire la navigazione. Noi abbiamo abbattuto altri tre droni. Si tratta, ovviamente, di una folle violazione del nostro accordo di cessate il fuoco", ha detto il presidente.
Colloqui telefonici tra Emirati Arabi e Iran
Il ministro degli Esteri emiratino Abdullah bin Zayed Al Nahyan ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, durante il quale hanno discusso degli ultimi sviluppi regionali, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale degli Emirati Arabi Uniti WAM. Durante la telefonata, Al Nahyan ha sottolineato l'importanza del pieno rispetto dei termini del protocollo d'intesa, compresa la cessazione delle ostilità nella regione. "Rispetto per la sovranità degli Stati e i principi di buon vicinato, rigorosa osservanza del diritto internazionale e protezione delle rotte marittime e della libertà di navigazione internazionale, compresa la garanzia del regolare flusso del traffico nello Stretto di Hormuz "ha dichiarato, secondo quanto riportato da WAM. Al Nayhan ha inoltre espresso la speranza che i negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran producano risultati positivi, raggiungendo "sicurezza e stabilità sostenibili nella regione". Ha inoltre sottolineato che "una diplomazia seria e un dialogo responsabile sono il modo migliore per affrontare tutte le crisi regionali e internazionali".
Pakistan: liberati i membri dell'equipaggio mercantile trattenuti dagli Usa
I 22 membri dell'equipaggio iraniano liberati dopo il sequestro del mercantile "Lenore/Davina" sono arrivati a Karachi. Secondo quanto riferito dal vice primo ministro e ministro degli Esteri del Pakistan, Ishaq Dar, il gruppo era stato trattenuto dalle autorità statunitensi nell'ambito delle misure restrittive sul commercio marittimo iraniano. Dar ha precisato che sono in corso "le ultime procedure, in stretta collaborazione con le missioni iraniane in Pakistan", per consentire il rapido rientro in patria dei cittadini iraniani. Islamabad ha inoltre sottolineato che si tratta del quarto gruppo di marittimi iraniani rimpatriati negli ultimi due mesi.
Sono saliti a 115 i cargo transitati dallo Stretto di Hormuz con 2500 marinai
Salito a 115 navi mercantili, con a bordo 2500 marittimi circa, il totale delle petroliere e dei cargo evacuati attraverso lo stretto di Hormuz da martedì, sullo sfondo dell'allentamento delle tensioni fra Usa e Iran. Lo rende noto oggi l'agenzia internazionale Onu della navigazione, con sede a Londra.
Leader Hezbollah: "Israele non ha altra scelta che ritirarsi dal Libano"
Il Segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato oggi che Israele “non ha altra scelta che ritirarsi completamente da ogni centimetro del territorio libanese e mettere fine alla sua aggressione via terra, mare e aria”. Nel discorso televisivo tenuto in occasione della festa di Ashura e riportato dall’emittente al-Manar, Qassem ha rivendicato il successo contro “il progetto israelo-americano” di “eliminare Hezbollah, il suo ambiente, il suo popolo”, sottolineando che “siamo entrati in una nuova fase e qualsiasi azione futura dovrà basarsi sulla realtà di questa nuova fase”. Il leader di Hezbollah ha quindi ringraziato l’Iran, con cui “abbiamo collaborato durante il periodo dell’aggressione”, affermando che “i nemici hanno cercato di dividerci e isolarci, ma noi siamo rimasti uniti come un asse compatto”.
Iran, Baqaei: "Abbiamo diritto a difenderci, sicurezza non negoziabile"
L'Iran ha il diritto di difendersi, mentre i Paesi del Golfo hanno collaborato in un attacco contro un vicino Paese musulmano e permesso che il loro territorio venisse utilizzato, senza contare che restano in silenzio di fronte all'arsenale nucleare di Israele e alle ripetute aggressioni da parte dello Stato ebraico contro i Paesi della regione. E' il messaggio postato su X dal portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica islamica, Esmaeil Baqaei. "Deve essere chiaro a tutti che le capacità militari dell'Iran gli garantiscono il diritto intrinseco alla difesa legittima della nazione contro aggressioni e crimini e, allo stesso tempo, un fattore di pace e stabilità nella regione", ha affermato, sottolineando che "la sicurezza e l'onore del Paese non sono negoziabili né condizionabili". Per Baqaei, "così come il diritto intrinseco alla difesa legittima non può in alcun modo essere oggetto di discussione, anche i suoi strumenti non possono essere oggetto di compromesso con nessuna parte".
Idf: "Uccisi sette agenti di Hezbollah nel sud"
L ‘esercito israeliano ha dichiarato di aver ucciso oggi sette militanti Hezbollah che avevano operato vicino alla cosiddetta "zona di sicurezza" nel sud del Libano, nel contesto di un fragile cessate il fuoco tra Israele e la milizia sciita pro-Iran. In un comunicato, le Forze di difesa israeliane (Idf), affermano di aver "colpito ed eliminato sette terroristi Hezbollah che avevano trasferito armi vicino alla zona di sicurezza nel sud del Libano", aggiungendo che continueranno "ad operarsi per rimuovere le minacce". Sotto la pressione degli Stati Uniti, i funzionari libanesi hanno avviato colloqui diretti con Israele a Washington e il 17 aprile è stata annunciata una tregua che però non è riuscita a fermare i combattimenti. Questo mese è stato dichiarato un nuovo cessate il fuoco, come risultato delle pressioni di Teheran nell'ambito delle trattative con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Il quinto ciclo di colloqui tra Israele e Libano avrebbe dovuto concludersi ieri, ma il Dipartimento di Stato americano ha detto che sarebbero andati avanti per un altro giorno.
Allarme missilistico sugli Emirati ma è un errore
Momenti di apprensione a Dubai, dove le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno inviato un'allerta per un presunto missile in arrivo, salvo poi invitare la popolazione a "ignorare il precedente avviso". I residenti degli Emirati Arabi Uniti hanno ricevuto sui propri telefoni un avviso ufficiale che segnalava una "potenziale minaccia missilistica", per la prima volta dopo oltre un mese. Il messaggio, diffuso poco dopo le 17.15 ora locale, sarebbe stato attivato per errore, anche se le autorità non hanno fornito spiegazioni sulle cause dell'incidente
Due persone sono morte in un attacco di droni israeliani a Gaza
Due persone sono rimaste uccise in un attacco di droni israeliani a Jabalia al-Balad, nel nord della Striscia di Gaza, secondo quanto riportato dai media sul posto, che citano una fonte dei servizi di ambulanza e di emergenza di Gaza
Moschea incendiata: "Sei giovani israeliani incriminati per terrorismo a Gerusalemme"
La procura di Gerusalemme ha incriminato sei israeliani – cinque minorenni e un diciottenne – per atti di terrorismo commessi il 14 giugno nel villaggio palestinese di Deir Dibwan, vicino a Ramallah, in Cisgiordania. Gli imputati sono accusati di essersi uniti ad altri estremisti per commettere una serie di atti violenti, danni a cose e aggressione a sfondo razziale. Secondo le indagini della polizia, i giovani sono arrivati al villaggio mascherati e armato di coltelli, gas lacrimogeni e materiale infiammabile. Hanno incendiato veicoli, attaccato le case dei residenti e lanciato pietre contro auto e abitazioni. Hanno anche appiccato un incendio all'ingresso della moschea locale durante la preghiera, utilizzando una sostanza infiammabile che ha ferito un fedele all'occhio quando un aggressore gliel'ha spruzzata addosso. Fiamme sono anche state date a terreni agricoli intorno alla comunità'.
Stabilita linea di comunicazione diretta tra Usa e Iran a Hormuz
Stabilita linea di comunicazione diretta tra forze Usa e Iraniane nello stretto di Hormuz. Lo ha reso noto il canale televisivo in lingua inglese della Repubblica islamica, Press Tv, dichiarando che è stata stabilita una linea di comunicazione tra gli Stati Uniti e l'Iran nello Stretto di Hormuz con l'obiettivo di prevenire incidenti e ridurre le tensioni nello Stretto.
Pasdaran costringono tre petroliere a tornare indietro nello Stretto di Hormuz
Almeno tre petroliere straniere che hanno tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz "senza autorizzazione iraniana" sono tornate indietro dopo un avvertimento delle Guardie Rivoluzionarie, secondo quanto riportato dalla televisione di stato iraniana. Ieri, una nave battente bandiera di Singapore è stata attaccata da un proiettile non identificato, il che ha indotto le Nazioni Unite a sospendere la missione di salvataggio di 11.000 marinai nello Stretto di Hormuz. Teheran non ha rivendicato l'attacco, ma ha emesso numerosi avvertimenti contro il transito lungo il corso d'acqua senza l'autorizzazione dell'Iran.
Media: “Gli Usa valutano di spostare alcune basi dal Golfo per ridurre rischi"
Gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di spostare alcune basi militari dai Paesi del Golfo verso ovest, incluso in Israele, per ridurre la loro esposizione ai missili e ai droni iraniani. Lo riferisce il Wall Street Journal spiegando che la decisione arriva dopo gli ingenti danni causati da Teheran alla base navale in Bahrain, che il quotidiano ha rilevato attraverso immagini satellitari e provenienti dai social media. Gran parte di questi danni non è stata riconosciuta dal Pentagono. Gli Stati Uniti, sempre secondo il Wall Street Journal, potrebbero anche ridurre la propria presenza in Kuwait e Arabia Saudita
Israele lancia volantini su una città libanese ordinandone l'evacuazione
Secondo quanto riportato dai media statali libanesi, l'esercito israeliano ha lanciato volantini su una città nel sud del Libano, intimando ai residenti di evacuare. Si tratta del primo ordine di questo tipo emesso dall'entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. La città si trova vicino al confine della zona occupata dalle truppe israeliane nel Libano meridionale. Gli attacchi israeliani nel Libano meridionale sono proseguiti nonostante il cessate il fuoco in vigore e i negoziati in corso a Washington.
Il sultano dell'Oman lunedì da Macron
Il sultano dell'Oman in visita in Francia. L'Eliseo ha annunciato in una nota che lunedì il presidente francese Emmanuel Macron accoglierà sua maestà Haitham bin Tarik per la sua prima visita nel Paese, che "conferma la relazione rafforzata tra la Francia e il Sultanato dell'Oman in numerosi settori, in particolare economico, scientifico, culturale e industriale". "Questa visita – sottolinea una nota – sarà anche l'occasione per i due capi di Stato di affrontare la situazione internazionale e regionale. Gli scambi permetteranno di riaffermare l'importanza del sostegno alla de-escalation regionale e affronteranno la sicurezza delle rotte marittime che passa attraverso un passaggio libero e incondizionato nello Stretto di Hormuz".
L'Iran esorta il Consiglio di Cooperazione del Golfo a sostenere una "zona libera da armi nucleari" in Medio Oriente
L'Iran esorta il Consiglio di Cooperazione del Golfo a sostenere una "zona libera da armi nucleari" in Medio Oriente. L'Iran ha inoltre respinto la posizione degli Stati Uniti e del governo israeliano sul "programma nucleare pacifico iraniano", definendole false accuse. Il Ministero degli Esteri iraniano ha esortato i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo a sostenere l'iniziativa per una zona denuclearizzata in Medio Oriente, "anziché allinearsi a politiche che dipingono l'Iran come una minaccia". Ha inoltre sottolineato che una pace e una sicurezza durature possono essere raggiunte solo attraverso la cooperazione regionale, senza interferenze straniere, e ha condannato i tentativi di presentare le capacità difensive, missilistiche e dei droni dell'Iran come una minaccia.
Teheran avverte: "Il passaggio sicuro attraverso Hormuz tramite rotte parallele non può essere garantito"
Kazem Gharibabadi, viceministro degli Esteri iraniano, ha dichiarato che non è possibile garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz per le navi che transitano "con accordi ambigui, rotte parallele o decisioni prese al di fuori delle considerazioni dell'Iran in quanto Stato costiero". "Qualsiasi quadro credibile deve basarsi sul coordinamento con l'Iran e sulle disposizioni del paragrafo cinque del Memorandum d'intesa di Islamabad", ha affermato in una dichiarazione rilasciata il giorno X. "Altrimenti, il risultato sarà la sospensione del percorso parallelo designato". Il memorandum d'intesa in 14 punti tra Stati Uniti e Iran prevede che l'Iran "avvierà un dialogo con il Sultanato dell'Oman per definire la futura amministrazione e i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz, in accordo con gli altri Stati rivieraschi del Golfo Persico, nel rispetto del diritto internazionale applicabile e dei diritti sovrani degli Stati costieri dello Stretto di Hormuz".
Libano, disaccordi sulle zone di ritiro dell'esercito israeliano
Il prolungarsi dei colloqui diretti tra Israele e Libano deriva da disaccordi sulle zone pilota proposte, dalle quali Israele dovrebbe ritirarsi per lasciar subentrare l'esercito libanese.Lo ha riferito Haaretz, citando una fonte regionale secondo la quale alle parti è stata presentata una mappa, ma nessuna delle due l'ha convalidata.Prima dell'inizio dell'attuale round di colloqui, in corso a Washington, un funzionario israeliano aveva affermato che le parti si sarebbero sedute al tavolo "con le mappe" per delimitare le zone pilota.
La nave colpita nello Stretto di Hormuz è della compagnia taiwanese Evergreen Marine
La nave colpita nello Stretto di Hormuz è della compagnia taiwanese Evergreen Marine: s tratta della portacontainer Ever Lovely. La nave cargo è stata colpita ieri nello Stretto di Hormuz mentre transitava lungo la rotta raccomandata dalla United Kingdom maritime trade operations (Ukmto). Secondo Evergreen, la nave, registrata a Singapore e gestita dalla controllata locale del gruppo, è stata colpita al largo dell'Oman da un "oggetto non identificato". La compagnia ha precisato che i 21 membri dell'equipaggio, il carico e la navigabilità della nave non hanno subito conseguenze e che l'unità ha proseguito il viaggio in sicurezza. Secondo Associated press, che cita un funzionario statunitense, la nave sarebbe stata colpita da un drone iraniano. Evergreen, tuttavia, nel proprio comunicato non attribuisce l'attacco e continua a parlare esclusivamente di un "oggetto non identificato". I media taiwanesi riferiscono inoltre che altre due navi della compagnia, la Ever Unicorn e la Ever Lotus, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz senza incidenti