Strage Charlie Hebdo, la “mente” dellʼattentato arrestata a Gibuti

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36enne, è stato preso nel Corno d’Africa ed è già in via d’estradizione verso la Francia. Era amico dei fratelli Kouachi, autori della strage nella redazione avvenuta nel gennaio del 2015.

Peter Chérif, francese di 36 anni, è stato arrestato a Gibuti: è sospettato di essere una delle menti dell’attentato al giornale satirico Charlie Hebdo nel gennaio 2015 a Parigi. Sarebbe già nelle mani della gendarmeria e in via di estradizione verso la Francia. La notizia è stata pubblicata dal settimanale Marianne, che cita fonti del governo, e rilanciata da altri media francesi. Il jihadista era amico dei fratelli Saïd e Cherif Kouachi, autori della strage nella redazione.

Chi è Peter Chérif

Arrestato a Fallujah, in Iraq, alla fine del 2004 mentre combatteva nelle file di Al-Qaeda, Peter Chérif – noto anche come Abou Hamza – fu condannato a 15 anni di prigione a Baghdad, ma riuscì poi a fuggire da una prigione irachena nel marzo 2007 prima di entrare in Siria. Successivamente fu estradato in Francia ed incarcerato per 18 mesi prima di fuggire in Yemen in attesa del processo. Nel mese di aprile del 2012, i servizi segreti francesi avevano accertato che Cherif Kouachi era "uno dei contatti di Francia" di Peter Cherif, entrambi membri di Al-Qaeda nella Penisola Arabica (AQAP). Poi lo sospetta "di organizzare, dallo Yemen, un canale jihadista che probabilmente coinvolgerà" lo stesso Cherif Kouachi.

La "mente" dell'attentato a Charlie Hebdo

Secondo la polizia, scrive ancora il settimanale, Peter Cherif sarebbe uno dei mandanti, se non addirittura il principale "cervello" della strage di Charlie Hebdo. L'uomo sarebbe inoltre stato in contatto anche con Amedy Coulibaly, autore dell'attacco all'Hyper Cacher di Parigi due giorni dopo. L’uomo sarebbe inoltre stato in contatto anche con Amedy Coulibaly, autore dell’attacco all’Hyper Cacher di Parigi due giorni dopo.

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