Siria, liberi i caschi blu rapiti dai ribelli

Sono in Giordania i 21 caschi blu filippini che lo scorso mercoledì erano stati rapiti dai Martiri di Yarmouk sulle Alture del Golan, vicino al confine con Israele. Soddisfatto il segretario generale delle Nazioni Unite.
Sono in Giordania i 21 caschi blu filippini che lo scorso mercoledì erano stati rapiti dai Martiri di Yarmouk sulle Alture del Golan, vicino al confine con Israele. Soddisfatto il segretario generale delle Nazioni Unite.
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I 21 caschi blu filippini prigionieri da mercoledì dei Martiri di Yarmouk sulle Alture del Golan, vicino al confine con Israele, sono stati consegnati dagli insorti all’esercito giordano. La liberazione è avvenuta all’altezza della valle del fiume Yarmuk, ora gli osservatori dell’Onu si trovano in Giordania. La notizia è stata diffusa dal direttore dell’Osservatore siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman, in contatto con i sequestratori, ed è stata poi confermata nel pomeriggio di ieri dalle autorità giordane. Autorità che hanno avuto successo con i negoziati necessari per giungere alla loro liberazione.

Le condizioni per il rilascio degli osservatori – Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, si è detto soddisfatto e ha anche ribadito la necessità di rispettare la libertà di movimento e la sicurezza degli osservatori e di garantire la protezione dei soldati. Inizialmente i rapitori avevano detto che avrebbero liberato gli ostaggi solo a condizione che le forze del regime siriano si ritirassero dalla zona di Jamla dove gli ostaggi erano stati trattenuti. Poi ci sarebbe stata una sparatoria a tre chilometri a sud di Jamla. Nei giorni scorsi i soldati filippini erano apparsi in alcuni video postati su Youtube dove avevano detto di stare bene, riconquistata la libertà sono ora pronti per tornare a casa.

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