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Sette adolescenti morti annegati in Inghilterra mentre facevano il bagno per sfuggire al caldo record

Ci sono anche sette adolescenti tra i nove morti causati dal caldo record che da giorni si sta abbattendo sul Regno Unito: la stragrande maggioranza delle vittime è morta annegata in laghi o stagni cercando refrigerio.
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L'allerta caldo non risparmia neppure il Regno Unito, dove le temperature negli ultimi giorni hanno abbondantemente superato i 30 gradi e dove si contano ben nove decessi, tutti in qualche modo collegati all'ondata di calore che si sta abbattendo sull'isola: a perdere la vita sono stati sette adolescenti, un anziano e un'anziana, circostanza che ha indotto la Royal Life Saving Society (RLSS) a lanciare un allarme invitando le persone a prestare la massima attenzione: "Con l'arrivo del clima caldo si registra purtroppo un aumento degli annegamenti accidentali".

La scia di decessi è iniziata domenica scorsa a Lincoln, dove i soccorritori sono accorsi presso i laghi di Swanholme a seguito di una chiamata d'emergenza. Per il quindicenne Declan Sawyer, trovato privo di vita dopo essersi trovato improvvisamente in difficoltà, non c'è stato nulla da fare. Poche ore dopo, una simile tragedia si è consumata sulle coste del Galles, dove una donna di 72 anni è stata recuperata esanime dalle acque di West Angle Bay, nel Pembrokeshire.

Il lunedì di festa nazionale, anziché portare sollievo, ha registrato un drammatico picco di vittime, soprattutto tra i giovanissimi. Nel West Yorkshire, il tredicenne Reco Puttock ha perso la vita dopo essere stato tratto fuori dalla diga di Leadbeater a Halifax. Quasi contemporaneamente, i sommozzatori recuperavano il corpo di una ragazza di sedici anni, Lillianna Tomlinson, dalle acque del Kingsbury Water Park nel Warwickshire, mentre nel South Yorkshire un altro adolescente perdeva la vita in un lago all'interno del Rother Valley Country Park. La giornata di lunedì è stata segnata anche dal sacrificio di un uomo sulla sessantina a Padstow, in Cornovaglia: l'uomo si è tuffato senza esitazione tra le onde di Tregirls Beach per tentare di salvare due parenti in forte difficoltà, venendo però sopraffatto dalla corrente e perdendo la vita nel tentativo.

La morsa della cronaca non si è allentata nei giorni successivi. Martedì, il fiume Ribble, nel Lancashire, è diventato il teatro della morte di Junior Slater, un bambino di soli 12 anni ricordato con strazio dalla famiglia come il loro "piccolo ragazzo dagli occhi azzurri". Mercoledì si sono infine vissute ore di angoscia nel Cheshire e nel Hampshire. Nel primo caso, la polizia ha rinvenuto un corpo nel lago di Pickmere durante le ricerche di un diciassettenne scomparso dopo un bagno; nel secondo, le forze dell'ordine hanno recuperato il cadavere di un altro adolescente, svanito nel nulla dopo essersi immerso nel lago di Hawley, vicino a Farnborough.

Davanti a questo bilancio devastante, la Royal National Lifeboat Institution (RNLI) e le principali reti di prevenzione degli annegamenti sono intervenute per fare chiarezza scientifica sui rischi del nuoto in natura. Gli esperti spiegano che qualsiasi temperatura inferiore ai 15 °C viene considerata "acqua fredda" per il corpo umano. Nei mari britannici e irlandesi la media attuale si attesta sui 12 °C, ma nei fiumi e nei laghi dell'interno le temperature possono essere ancora più rigide, persino in piena estate. L'immersione improvvisa in queste acque provoca una restrizione immediata dei vasi sanguigni cutanei che aumenta la pressione arteriosa e costringe il cuore a uno sforzo immane, causando un'iperventilazione incontrollabile e la perdita di coordinazione motoria. L'appello delle autorità è quindi quello di scegliere esclusivamente località sorvegliate da bagnini e di entrare in acqua in modo estremamente graduale, per dare al corpo il tempo di adattarsi ed evitare che un momento di svago si trasformi nell'ennesima tragedia.

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