Settanta persone sono morte schiacciate dal crollo di una miniera d’oro in Sudan

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Il Sudan è tra i principali produttori d’oro in Africa, e la maggior parte del suo metallo prezioso proviene da attività minerarie informali e pericolose, svolte in siti abbandonati o non autorizzati.

È di almeno 70 morti e decine di feriti il bilancio del crollo di una miniera d'oro ad al-Zaraa, vicino alla città di al-Nuhud, nello stato del Kordofan occidentale, in Sudan: stando a quanto accertato i cunicoli – dislocati in sei pozzi scavati a mano – hanno iniziato a cedere ieri e, entro la giornata di oggi, erano stati recuperati 70 corpi. Si tratta dell'ultima tragedia in ordine di tempo, delle miniere legali e illegali in Africa che generano conflitti e sono contese dalle grandi potenze mondiali.

"Non sappiamo quanti altri siano ancora all'interno", ha dichiarato uno dei superstiti, Khair al-Sayyed Jabara, al termine di un'operazione di soccorso durata tutta la notte, precisando che hanno a disposizione solo gli stessi strumenti rudimentali impiegati per l'estrazione dell'oro. "Abbiamo bisogno di macchinari pesanti per rimuovere roccia e terra", hanno detto altri sopravvissuti.

Il Kordofan occidentale è controllato dalle Forze di Supporto Rapido (RSF), un gruppo paramilitare che combatte contro l'esercito sudanese dall'aprile del 2023. Il contrabbando d'oro rappresenta una delle principali fonti di reddito per il gruppo. "Le attività minerarie nelle aree sotto il controllo delle RSF, in assenza di standard di sicurezza e di adeguate attrezzature di protezione e soccorso, trasformano l'attività mineraria in una minaccia diretta per la vita dei civili", si legge in un comunicato del  Sudan Doctors Network (SDN), un gruppo medico con sede a Khartoum.

L'SDN ha chiesto che le ricerche continuino e che vengano forniti aiuti medici e logistici esortando coloro che controllano l'area a porre fine all'attività mineraria non regolamentata.

Il Sudan è tra i principali produttori d'oro in Africa, e la maggior parte del suo metallo prezioso proviene da attività minerarie informali e pericolose, svolte in siti abbandonati o non autorizzati.

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