Almeno quattrocento corpi di bambini e neonati sono stati scoperti in una fossa comune anonima nei pressi dell'ex orfanotrofio Smyllum Park, in Scozia, gestito da suore cattoliche. È quanto emerge da una indagine choc del programma "File on Four" di Bbc Radio 4 e del Sunday Post. I piccoli dovrebbero essere morti tutti tra il 1864 e 1981, anno della sua chiusura definitiva. Le sorelle della carità di Vincent de Paul, che gestivano la struttura che ha accolto nel periodo considerato oltre diecimila persone, avevano già confessato che circa 158 minori erano stati seppelliti in una parte del vicino cimitero, ma da tempo l'opinione pubblica avanzava dubbi sul fatto che questa cifra potesse essere molto più grande.

Le tombe delle suore e degli altri membri del personale che ha lavorato nell'orfanotrofio sono contrassegnate da lapidi ben visibili, ma nulla indicava la sepoltura dei piccoli ospiti, dei quali per altro non esisteva neppure alcuna registrazione. Inoltre, alcuni residenti avevano più volte accusato le sorelle di maltrattare i bambini che avevano in cura. Accuse, però, che sono sempre state respinte dall'ordine religioso per "mancanza di prove" a sostegno di questa tesi. L'ex primo ministro, Jack McConnell, che si era molto battuto durante il suo mandato a favore delle vittime dei maltrattamenti domestici, a nome del governo scozzese, ha assicurato che verrà fatto il possibile per conoscere la verità: "È straziante scoprire che molti bambini sono stati sepolti in queste tombe anonime. Dopo tanti anni di silenzio, ora dobbiamo conoscere la verità di quanto è successo qui".

La vicenda ricorda molto da vicino quella emersa nel marzo scorso in Irlanda, dove in un ex orfanotrofio cattolico a Tuam è stata confermata l'esistenza di una fossa comune con i resti di circa 800 bambini. La prima persona a denunciare la vicenda era stata, negli anni scorsi, uno storico locale, Catherine Corless, e poi con il “mea culpa” della chiesa cattolica irlandese si è andati avanti con le indagini. Dal lavoro svolto negli ultimi anni dalla commissione di inchiesta è emerso che chi viveva in queste "case", che accoglievano ragazze madri e i loro figli, ha sofferto malnutrizione, malattie e miseria, con altissimi livelli di mortalità.