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Scandalo in Germania, i servizi segreti coprirono gruppi neo nazisti

I servizi interni tedeschi accusati di aver distrutto documenti che riguardavano i rapporti con gruppi neonazisti accusati di vari crimini a sfondo razziale. Il capo dell’Agenzia, Heinz Fromm, costretto alle dimissioni.
A cura di Antonio Palma
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Scandalo in Germania, il servizi segreti coprirono gruppi neo nazisti

Il capo dei servizi interni tedeschi, Heinz Fromm, ha rassegnato oggi le sue dimissioni dopo uno scandalo che ha coinvolto l'agenzia di sicurezza di Berlino a proposito dei contatti troppo stretti con alcuni gruppi neonazisti. La lettera formale di dimissioni è arrivata questa mattina sul tavolo del ministro dell'Interno, Hans-Peter Friedrich, che le ha immediatamente accettate, ma il Governo tedesco aveva già chiesto la testa del capo dell'Ufficio per la protezione della Costituzione, i servizi interni tedeschi, dopo le inchieste della magistratura ordinaria. Il sospetto infatti è che l'Agenzia guidata da Fromm possa aver coperto le azioni di questi gruppi dediti a numerose violenze a sfondo razziale perché se ne serviva come informatori.

Il tutto nasce da una svolta nell'inchiesta su una serie di omicidi fin qui irrisolti che gli inquirenti avrebbero finalmente collegato all'azione di alcuni gruppi neonazisti scoprendo la vicinanza di questi con i servizi segreti. I sospetti sul coinvolgimento dell'agenzia di sicurezza sono diventati sempre più insistenti quando si è scoperto che gli agenti avevano provveduto a distruggere tutti i documenti inerenti il rapporto con i neonazi al momento dell'avvio delle indagini su di loro. Per gli inquirenti i servizi erano a conoscenza della pericolosità di questi gruppi e delle loro azioni criminali e omicide, ma non avrebbero fatto niente, coprendoli in cambio di informazioni.

Secondo la stampa locale in Germania si sarebbe sottovalutato rischiosamente il pericolo visto che numerose segnalazioni erano arrivate anche dai Servizi italiani che hanno colto collegamenti con i gruppi neonazi dell'Alto Adige.  Si sospetta infatti che questi gruppi stiano rinsaldando i contatti tra loro creando una sorta di rete europea di neonazisti, dediti a progettare attentati contro gli immigrati. Secondo il procuratore di Bolzano, Guido Rispoli, infatti è ormai accertato che dalla Germania partono diversi finanziamenti per sostenere gruppi minori negli altri Paesi, compresa l'Italia, facendo temere  un progetto criminale più ampio e pericoloso.

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