Renzi: “Da alcuni Paesi Ue il festival dell’egoismo. Sospendere Schengen? Una sciocchezza”

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A cura di Redazione
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Il Presidente del Consiglio in visita a Berlino torna sul tema dell’immigrazione: “Abolire Schengen? E per far cosa? Sono tuoi connazionali, non sono stranieri”.

Ore 16:50 – Conferenza stampa congiunta fra Matteo Renzi e Angela Merkel, dopo il vertice di Berlino. Il Presidente del Consiglio ha cominciato spiegando che non avrebbe "messo bocca nel referendum greco" e che "rispetta la scelta di Atene", ma "personalmente non avrebbe mai fatto il referendum". Dal canto suo la Merkel ha chiarito che il suo rapporto con Tsipras "non è mai stato messo in discussione" e che è "diritto della Grecia di fare il referendum", chiudendo: "Noi possiamo ancora parlarci, anzi vogliamo". Renzi ha aggiunto: "Credo che ciascuno di noi abbia diverse opinioni e sensibilità, ma il rapporto personale che abbiamo non è in discussione. Oggi però c'è un oggettivo momento di difficoltà, ma in una comunità bisogna parlarsi e poi arrivare ad una stessa posizione".

Nella giornata di oggi il Presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà in visita a Berlino, dove ha in programma un incontro con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Questa mattina è intervenuto all’università Humboldt, dove ha pronunciato un lungo discorso nel quale ha affrontato i temi all’ordine del giorno della politica internazionale. Prima di tutto, però, è partito da una riflessione sul senso dell’Europa, il cui cuore “è in luoghi come questo, nelle università, dove si fa ricerca, non nei palazzi di Bruxelles o nelle cancellerie o nelle sedi dei partiti”. E, riferendosi alla questione della “conduzione” dell’Europa, ha aggiunto: “Il ruolo della Germania oggi è assolutamente cruciale, proprio nella costruzione in un'idea di Europa orientata sul cambiamento”. Ma è sul tema dell’identità che Renzi si è soffermato a lungo: "Riscoprire la propria identità è ciò che serve all’Europa di oggi, impaurita e impigrita. E l’identità non è contro l'integrazione, non è il contrario ma il presupposto dell'integrazione, il cui vero contrario è la disintegrazione. Questo concetto in Italia è stato per troppo tempo tabù per gran parte classe dirigente per cui suonava troppo di destra, per alcuni perfino similfascista”.

Nello specifico, Renzi non ha nascosto le sfide e le insidie della questione migranti, ma ha anche stigmatizzato “l’egoismo” di alcuni Paesi della Ue, ribadendo di considerare assurda l’ipotesi della sospensione di Schengen: “Chiudere Schengen non serve a evitare che entrino, al massimo per quanto paradossale può impedire che escano”. E l’Italia darà un ulteriore segnale di impegno nel Mediterraneo, recuperando i cadaveri del tragico naufragio al largo delle coste libiche e dando “una giusta sepoltura” alle vittime del mare.

Quanto alla crisi greca, ha aggiunto: “Non ci sarà un voto fra chi è più simpatico fra il leader di Siryza e i leader europei, ma ci sarà un referendum fra euro e dracma. Io spero ancora nella ragionevolezza e nel buonsenso, proprio perché la Grecia, per quello che sta avvenendo in queste ore non è affatto il paradigma della nuova Europa che abbiamo in mente”. Una comunità che, Renzi lo ribadisce, continua ad avere una serie di problemi: “Ha una visione solo economica del futuro e per questo è destinata al fallimento, ma soprattutto non riesce ad ammettere che una politica economica basata solo sull’austerità non funziona. Insomma, c’è una terza via, tra austerità e irresponsabilità. E non sta sulla scheda del referendum ma nell’agenda politica".

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