Caucus Iowa primarie repubblicane

Comincia con i caucus dell'Iowa il lungo percorso "congressuale" che porterà il Partito Repubblicano a scegliere il proprio candidato nelle elezioni presidenziali 2012. Infatti, come da prassi la nomination per la corsa alla Casa Bianca contro il Presidente uscente Barack Obama (la cui indicazione quale candidato democratico è poco più di una pura formalità), passa attraverso il meccanismo delle primarie, anche se con sostanziali differenze fra i vari stati federali.

Il "cavaliere repubblicano" verrà formalmente investito nel corso della convention di Tampa del 27 agosto che vedrà la partecipazione di circa 2300 delegati, tra eletti ed aventi diritto (senatori, ex Presidenti e funzionari di partito). Come detto, dunque, nel corso dei prossimi mesi i 7 candidati alla nomination si confronteranno, a seconda dei regolamenti in vigore nei singoli Stati, ai caucus (assemblee nelle quali si discutono e votano le mozioni dei vari candidati) e alle primarie (a cui potranno partecipare tutti coloro i quali compiranno 18 anni entro il 6 novembre 2012, la data delle presidenziali). Il calendario delle consultazioni e degli appuntamenti elettorali vedrà dunque il primissimo round nello Stato dell'Iowa (al quale spettano "solo" 28 delegati), mentre sempre a gennaio sarà la volta delle primarie in New Hasmpshire, South Carolina e soprattutto Florida (50 delegati). A febbraio invece si voterà in altri sei Stati, mentre con molta probabilità marzo sarà il mese decisivo, con 22 Stati alle urne e soprattutto con il "super – martedì" (il giorno 6) che interesserà tra gli altri Ohio, Georgia, Tennessee, Virginia e Massachusetts. New York, Pennsylvania e Texas voteranno ad aprile, mentre a giugno si chiuderà il giro con il voto della California (172 delegati il giorno 5) e dello Utah (il 26).

Come vi abbiamo già raccontato, il Partito Repubblicano arriva al cruciale appuntamento elettorale in una condizione particolarmente complessa (nonostante i sondaggi lascino ancora aperta la possibilità di insidiare Obama). La principale debolezza dello schieramento conservatore è infatti proprio la mancanza di una leadership carismatica e convincente, in grado da catalizzare l'entusiasmo dei militanti, ma soprattutto di recuperare consensi nell'elettorato deluso dal primo mandato dell'amministrazione Obama. In effetti, dopo il ritiro di Herman Caine e dopo mesi di campagna elettorale e "soporiferi" confronti televisivi, nessuno dei 7 candidati rimasti in corsa sembra convincere appieno. Al momento i sondaggi sembrerebbero premiare Mitt Romney, ma molto dipenderà dai primi risultati, che potrebbero sovvertire i pronostici e regalare grande visibilità ad uno degli outsider. Ma vediamo nel dettaglio i candidati alle primarie repubblicane per le Presidenziali Usa 2012.

Mitt Romney

Primarie Repubblicane Mitt Romney

L'ex Governatore del Massachussets sembra essere il grande favorito per la nomination alla Casa Bianca. In effetti, nonostante le perplessità sulla sua "tenuta" al cospetto di una personalità di grande carisma come quella del Nobel per la Pace Barack Obama, quella di Romney appare la candidatura più solida e con le migliori chance anche nel fatidico 6 novembre 2012. E infatti Romney, la cui linea moderata è apprezzata anche da una certa parte di elettorato democratico, è sempre stato nelle prime posizioni dei sondaggi, potendo anche contare su una complessa e ben finanziata macchina elettorale. Durante i dibattiti ha sempre mantenuto un basso profilo, non lesinando però qualche stoccata ai propri avversari ed evitando (salvo qualche piccola correzione di rotta) di esporsi in maniera eccessiva sui temi sociali che dividono l'elettorato conservatore.

Newt Gingrich

newt-gingrich

Político di grande esperienza e speaker della Camera negli anni dell'amministrazione Clinton, Newt Gingrich è sembrato a lungo il principale avversario di Mitt Romney. Durante i dibattiti televisivi, in effetti, è apparso come il candidato più preparato e capace di mettere insieme le diverse anime dell'universo repubblicano. Un equilibrismo tattico che però non è riuscito a tenerlo a galla nei sondaggi, probabilmente a causa delle "riserve" di parte dell'elettorato conservatore sulla sua vita privata (la bionda Calista è la terza moglie di Gingrich) e di alcuni limiti oggettivi della sua proposta politica (leggasi la difficoltà nel mediare su temi estremamente complessi come aborto e "ripresa"). Da segnalare anche che le precedenti dichiarazioni di Gingrich, in cui il deputato esprimeva giudizi positivi sui suoi avversari di oggi, singolarmente sono state usate in maniera strumentale dagli altri candidati (Romney su tutti).

Ron Paul

Primarie repubblicane Ron Paul

Di Ron Paul ci siamo già occupati qualche giorno fa, segnalandolo in grande ascesa nei sondaggi del primo caucus in Iowa (del resto il suo staff ha deciso di concentrare nel piccolo stato buona parte delle risorse, sperando in un effetto domino per il prosieguo della campagna). Il 75enne è la vera "scheggia impazzita" di questa campagna elettorale (per certi versi ancor più di Herman Caine, ritiratosi in seguito al coinvolgimento in una serie di scandali a sfondo sessuale) ed è segnalato in forte crescita nelle rilevazioni degli ultimi giorni. Ultraconservatore in tema di diritti civili (con posizioni finanche razziste e discriminatorie), ultraliberista in economia, protagonista di una "strana polemica antistatale", ma favorevole alla legalizzazione della marijuana e al ritiro delle truppe statunitensi dall'Afghanistan, Paul è riuscito a conquistarsi le simpatie della platea repubblicana anche grazie ad una serie di video estremamente polemici nei confronti dei suoi avversari diretti (Gingrich in particolare). A preoccupare la parte moderata dei repubblicani è però anche il supporto che più o meno direttamente Paul sta ricevendo da attivisti di estrema destra, suprematisti e militanti di Stormfront.

Michele Bachmann

Primarie partito repubblicano Michele Bachman

La deputata Michele Bachmann poteva essere la grande sorpresa di queste primarie repubblicane. Poteva, perché a conti fatti la sua vittoria, in Iowa ma non solo, appare estremamente improbabile ed i sondaggi la segnalano in ulteriore calo con l'avvicinarsi del primo caucus. La Bachmann, ultraconservatrice espressione del Tea Party, non è riuscita ad allargare la base del suo consenso, finendo anche vittima della contestazione degli attivisti per le sue posizioni intransigenti in tema di diritti civili d in particolar modo di diritti delle coppie omosessuali. Probabilmente il definitivo "colpo di grazia" alle sue possibilità lo ha dato il piccolo Elijah, in un video che ha destato enorme scalpore e che ha mostrato tutta l'impreparazione della Bachmann nel gestire situazioni delicate (nonchè, concedetecelo, gli enormi limiti della visione dei Tea Party sulla questione).

Rick Perry

primarie partito repubblicano Rick Perry

Il Governatore del Texas è uno dei grandi personaggi di queste primarie repubblicane. Dato tra i favoriti alla vigilia, anche grazie alla bontà del suo operato amministrativo (almeno a guardare i dati su occupazione e crescita economica), Perry ha sostanzialmente dilapidato il credito di cui godeva inizialmente, fino ad essere relegato nelle posizioni di rincalzo (anche se per una valutazione complessiva bisognerà attendere i primi riscontri ufficiali). Intorno alla sua figura si è generato un vero e proprio dibattito, con autorevoli analisti (dalle pagine del New York Times e del Washington Post, nonchè da quelle dell'influente politico.com) chiamati a dibattere finanche sulle "capacità intellettive" dell'ultracattolico Perry. Eloquente del resto la sua clamorosa gaffe durante uno dei duelli televisivi con gli altri candidati, con una dimenticanza che probabilmente gli è costata la possibilità di giocarsi la nomination fino in fondo.

Rick Santorum

Primarie repubblicane rick santorum

Ex Senatore della Pennsylvania, Rick Santorum viene segnalato in grande ascesa nelle ultime ore, fino a rappresentare una seria insidia anche per il favorito Mitt Romney. Appartenente alla corrente della destra religiosa e personaggio influente all'interno del partito repubblicano, Santorum è stato più volte al centro di polemiche feroci per le sue posizioni sui temi etici. Contrario all'aborto e vicino alle teorie "creazioniste", si è lasciato andare a vergognose dichiarazioni sull'omosessualità, paragonandola sostanzialmente alla pedofilia e ai rapporti sessuali con gli animali. Come ricorda il post , "questi deliri portarono a proteste feroci da parte di molti attivisti e politici statunitensi. Il giornalista satirico e attivista per i diritti degli omosessuali Dan Savage ebbe l’idea più di successo: su suggerimento di un suo lettore, propose ai suoi lettori di inviargli i significati più bizzarri e sessualmente espliciti da associare al nome “santorum”. In ogni caso, la sua candidatura è da tenere nella massima considerazione e si è giovata di una campagna elettorale condotta con scrupolosa attenzione (e con una massiccia dose di populismo…).

John Huntsman

primarie repubblicane john huntsman

L'ex Governatore dello Utah è ormai considerato fuori dai giochi e con ogni probabilità il risultato del caucus in Iowa lo relegherà nelle ultime posizioni. Eppure, a ben guardare, si tratta di una delle candidature più autorevoli in casa repubblicana. Personalità di grande carisma e competenza, apprezzato anche dal Presidente Obama (che lo ha nominato addirittura ambasciatore in Cina), Huntsman rappresenta l'area moderata della destra statunitense e potenzialmente sembrava fra i più "adatti" ad attirare il consenso degli indecisi e dei delusi dal quadriennio democratico. Favorevole alle unioni civili e disponibile a rivedere alcune norme in tema di immigrazione e sanità, Huntsman è stato però guardato con diffidenza dalla base repubblicana e probabilmente è finito con l'essere emarginato anche dai pezzi grossi del partito.