È allarme peste in Cina dove in poco meno di tre settimane sono stati segnalati ben quattro casi di persone contagiate dal morbo tanto da fare temere una nuova epidemia nel Paese asiatico. Come hanno confermato le autorità locali oggi, 28 novembre, l'ultimo caso è stato accertato dai medici nelle scorse ore nella regione settentrionale della Mongolia Interna, la stessa zona dove è stato registrato il terzo caso e dalla quale provenivano anche i primi due contagiati dalla peste, diagnosticati però a Pechino. L'ultimo a contrarre il morbo, nella variante della peste bubbonica, è stato un pastore della contea di Siziwang che dopo i primi sintomi è stato trasportato in un ospedale locale che, già in allerta per i precedenti casi, ha subito avviato le procedure previste in questi casi, confermando infine la diagnosi di peste bubbonica.

Il soggetto infettato è stato sottoposto alle cure necessari e le sue condizioni sarebbero stabili. Le autorità locali della regione autonoma della Mongolia interna hanno fatto scattare le procedure anticontagio e altre quattro persone venute in contatto con lui sono state poste in quarantena anche se non mostrano al momento alcun sintomo riconducibile alla peste. Come nei precedenti casi, si ritiene che il pastore possa essere stato contagiato attraverso il consumo alimentare di animali selvatici della zona. Secondo una dichiarazione rilasciata dalla commissione sanitaria della Mongola interna, prima della diagnosi infatti il pastore era stato in un'area in cui erano state identificate fonti di peste

Quello del pastore  è il quarto caso di peste dall'inizio del mese di novembre legato al consumo di animali selvatici. Nei primi due casi era stata diagnosticata addirittura una variante ancora più letale chiamata peste polmonare. Fortunatamente al momento non si registrano decessi. I casi di peste non sono rari in Cina, ma i focolai sono diventati sempre più rari: negli ultimi dieci anni la Cina ha riportato 26 casi e 11 decessi.