Parigi, altri 4 fermi per le stragi jihadiste: presunti complici di Amédy Coulibaly
Quattro persone sono state fermate per gli attentati a Parigi che nel gennaio scorso sono costate la vita a 17 persone, oltre ai tre terroristi. I fermi sono scattati proprio nella cerchia di amici e conoscenze di uno dei killer, Amedy Coulibaly, che prese ostaggi al supermercato kosher della capitale francese e fece quattro vittime, prima di essere ucciso in un blitz. Secondo le emittenti France Info e Bmftv, si tratta di tre uomini e una donna. Quest’ultima, spiegano fonti giudiziarie, è una ex dipendente delle forze dell'ordine, Emmanuelle, che lavorava per i Servizi informatici, convertita all'islam. Fermato anche il suo compagno e Amar, già arrestato il 23 gennaio scorso per traffico d’armi e stupefacenti e sospettato di essere amico e complice del killer dell’Hyper Cacher. La stessa Emmanuelle era stata già sospesa dalle sue funzioni a inizio febbraio. Il principale sospetto che grava su di lei è aver fornito assistenza al compagno. Nello specifico, la donna dopo gli attentati, avrebbe consultato i tabulati informatici della gendarmeria legati ad Amar. Secondo il settimanale Le Canard Enchainé l’uomo avrebbe peraltro avuto più volte accesso alla caserma di Rosny sur-Bois – vero e proprio tempio degli 007 transalpini alle porte di Parigi – grazie alla partner.
Gli attentati di Parigi
Lo scorso 7 gennaio i fratelli Kouachi hanno compiuto un blitz nella sede del settimanale Charlie Hebdo e ucciso 12 persone, fra cui i vignettisti della rivista satirica, nota per le caricature sull’Islam. Il giorno dopo, una poliziotta era stata ammazzata nella banlieue parigina di Montrouge, crimine di cui il principale sospettato è Amedy Coulibaly che, il 9 gennaio, aveva preso in ostaggio vari clienti di un negozio kosher a Porte de Versailles, uccidendone quattro. Gli investigatori francesi sono ancora sulle tracce di Hayat Boumeddiene, moglie di Coulibaly, fuggita in Siria dopo le stragi.