Pakistan, 700 morti a causa del caldo torrido

A cura di D. F.
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Sotto accusa il governo, incapace di adeguare la linea elettrica e far funzionare i condizionatori.

E' di quasi 700 morti il bilancio di un'incredibile ondata di caldo che sta interessando il Pakistan da giorni. Il maggior numero di vittime, che sono per lo più anziani e poveri, è stato riscontrato nella città di Karachi, nello stato meridionale di Sindh, dove le temperature hanno raggiunto picchi di 45 gradi. La situazione è stata aggravata dal Ramadan, pratica che come è noto vieta ai musulmani di mangiare e bere dall'alba al tramonto. La situazione è estremamente critica, tanto che il governo ha deciso di chiudere scuole e uffici pubblici non strettamente necessari, limitando ai massimi livelli l'uso dell'aria condizionata per evitare black out. Nawaz Sharif, primo ministro del paese, ha ordinato a protezione civile ed esercito di presidiare le strade e fornire soccorso ai bisognosi.

Intanto l'altissimo numero di morti ha fatto scattare un caso politico: le opposizioni hanno indetto una giornata di lutto nazionale per venerdì ed attaccato il governo, colpevoledi non aver rispettato le promesse garantendo l'elettricità necessaria a far funzionare i condizionatori. Paradossale, poi, che il paese si sia dotato negli anni di armi nucleari ignorando la crisi energetica di cui da tempo è vittima. La città di Karachi rimane al buio per molte ore ogni giorno perché la rete non è in grado di far fronte alla domanda di 20 milioni di persone.

In questo quadro la tensione è alle stelle: non sono rari episodi di violenza e si sono verificati anche scontri tra polizia e manifestanti.

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