Orrore in UK: segrega in casa la compagna, la nutre solo con alcol e ghiaccioli poi la uccide

Tony Devenport, 57 anni, è stato condannato all'ergastolo per l'omicidio della fidanzata Stephanie Blundell, trovata senza vita nella loro abitazione di Chester, in Inghilterra, il 20 luglio dello scorso anno. Fu il padre della vittima a rinvenire il suo corpo su un materasso coperto di sangue: l'uomo diede l'allarme ma quando i soccorritori giunsero sul posto non potettero che constatare il decesso della giovane.
All'arrivo della polizia, Devenport vagava per in casa in evidente stato di ebbrezza, ripetendo ossessivamente: "Penso che sia morta". Arrestato immediatamente, l'uomo ha sempre respinto ogni responsabilità, sostenendo che la compagna fosse deceduta "pacificamente" a causa dell'alcolismo.
L'autopsia ha però smentito categoricamente questa versione: sul corpo di Stephanie sono state riscontrate infatti 102 ferite, incluse lesioni cerebrali, fratture compatibili con strangolamento o asfissia meccanica e gravi contusioni facciali. Le indagini hanno ricostruito gli ultimi drammatici giorni di vita della donna: Stephanie non usciva di casa da circa dieci giorni e in questo periodo Devenport l'aveva nutrita quasi esclusivamente con alcol e ghiaccioli. I due si erano conosciuti un anno prima, entrambi impegnati in un percorso di recupero dalla dipendenza da alcol.
L'ispettore di polizia Andrea Price ha commentato la sentenza della Crown Court di Chester: "Stephanie era amata da famiglia e amici, e sebbene oggi segni il giorno in cui il suo assassino viene assicurato alla giustizia, voglio che ad essere ricordata sia Stephanie. La sua famiglia ha dimostrato una forza straordinaria durante tutta l'indagine. Nessuna famiglia dovrebbe mai dover sopportare la devastazione causata da una tale violenza".