Ora l’Italia bombarda anche in Afghanistan
"In Afghanistan i nostri 4 caccia bombardano i talebani da sei mesi, ma lo scopriamo solo adesso". E' questa in sostanza la notizia riportata oggi sia dal Giornale, in un pezzo a firma Fausto Biloslavo, che da Libero, con un reportage da Herat di Chiara Giannini. Riprendendo uno scoop del Sole24ore si parla di missioni quotidiane, compiute da gennaio dopo l'annuncio del ministro Di Paola sul cambiamento del "ruolo" della missione italiana: "Tutti i mezzi che abbiamo useranno tutte le loro capacità perché abbiamo il dovere, oltreché il diritto, di difendere i nostri militari, gli amici afghani e gli alleati". Insomma, dopo anni di impiego "limitato alla ricognizione e alla sorveglianza del territorio", i 4 cacciabombardieri AMX Acol del 51esimo Storno dell'Aeronautica militare sarebbero frequentemente impegnati in missioni di attacco, in particolar modo contro gli insorti del Gulistan.
Un'offensiva denominata "rete da gamberi" di cui a Libero parla uno dei piloti degli AMX: "Siamo sottoposti ad un grande stress fisico, perché le ore di volo sono molte e le temperature altissime". Certo, le regole di ingaggio "impediscono di colpire le persone" e dunque è necessaria una lunga attività di ricognizione, ma la "regola non vale per i talebani che costituiscono una minaccia per le forze della coalizione". Si tratta di un cambiamento importante (seguito appunto alla decisione di armare i caccia) di cui l'opinione pubblica non era al corrente. La conferma arriva all'AdnKronos dal generale Luigi Chiapperini, comandante della missione in Afghanistan, che ricorda il ruolo fondamentale dei caccia italiani nelle attività che hanno "permesso di colpire obiettivi altrimenti impossibili da raggiungere come le postazioni radio piazzate in aree inaccessibili in cima a montagne".
Insomma, la guerra che non c'era si fregia completamente dello stemma italiano. Dopo aver "tollerato" il concetto piuttosto ambiguo di missione di pace, appare chiaro a tutti il vero senso della nostra presenza in Afghanistan. E che a renderlo effettivo sia stato il Governo dei tecnici, quello del rigore e dell'equità, è solo l'ennesimo controsenso del Belpaese.