Nozze gay in Francia: vogliono sposarsi, ma il sindaco dice “no”
Pochi mesi fa in Francia è stata emanata una legge ad hoc sul matrimonio tra coppie dello stesso sesso, che rende l’unione giuridicamente riconosciuta. Meno di due settimane fa sono arrivate le prime nozze gay d'Oltralpe, celebrate tra una folla di cronisti a Montpellier, nel sud del Paese, tra Vincent e Bruno. Nonostante ciò, in Francia c'è ancora chi non ha assorbito questo cambiamento etico e giuridico. Ad Arcangues infatti, comune basco francese (sud-Ovest), succede che il sindaco si rifiuta categoricamente di sposare Jean-Michel e Guy, rispettivamente 55 e 53 anni, intenzionati a dare un senso legale alla loro storia d'amore che va avanti da ben 16 anni. Peccato che debbano fare i conti con Jean-Michel Colo, politicamente a destra. Il primo cittadino di Arcangues non ha alcuna intenzione di applicare la legge sul matrimonio per tutti fortemente voluta dal presidente Hollande, "illegittima" per Colo. Lo ha reso noto lui stesso sul giornale locale, "Le Journal du Pays Basque", sottolineando che i suoi sei assessori condividono la sua posizione. "Ognuno fa come vuole a casa propria – ha detto – e io come sindaco non darò la mia approvazione". La richiesta di matrimonio avanzata dalla coppia è stata dunque respinta da "tutto il consiglio comunale" dice Colo, che nel motivare la sua scelta, rincara la dose: “quando ho voluto un figlio, già avevo una moglie e non mi sono certo rivolto al vicino di casa”.
Il sindaco "obiettore" rischia la galera – Il ministro dell'Interno francese, Manuel Valls, ha già fatto sapere al sindaco obiettore che rischia di incorrere in "gravi sanzioni": si va da una multa di 75 mila euro di multa, passando per la sospensione dalle funzioni fino a cinque anni di reclusione. Il "no" del sindaco di Arcangues ha sollevato lo sdegno delle organizzazioni in difesa dei diritti dei gay: "la legge va applicata su tutto il territorio", ha denunciato il presidente della Bascos, Beñat Gachen. Gli stessi Jean-Michel e Guy si dicono pronti a fare causa a Colo, dal momento che "il nostro non è un atto militante. Vogliamo solo firmare un documento, in tutta discrezione", hanno spiegato alla stampa. Ma il sindaco avrebbe già pronto un asso nella manica per aggirare la legge e, sopratutto, le sanzioni: ha fatto sapere infatti che la sua amministrazione non tratterà più "nessun atto in materia di stato civile", cosa che è riconosciuta dal codice delle collettività locali.