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Ritrovate le sorelle scomparse in Abruzzo

Il sindaco di Minturno: “Sarah e Alisya vogliono ricostruire il rapporto con il padre. I media le dimentichino”

Sara e Alisya hanno incontrato le persone che da anni si prendono cura di loro. Il tutore delle due sorelle, il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli, attraverso Fanpage.it chiede: “Da domani si parli solo della vicenda giudiziaria”
Alisya e Sarah, le sorelle ritrovate a Formia
Alisya e Sarah, le sorelle ritrovate a Formia
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"Sarah e Alisya stanno bene, ma sono molto scosse. Vogliono che i media non parlino più di loro per poter costruire con serenità il rapporto con il padre. Chiedono di tornare nel cono d'ombra". Questo è l'appello del sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli contattato da Fanpage.it.

Le due sorelle di 12 e 16 anni sono sparite dalla casa famiglia in cui vivevano a Civitella Alfedena e, secondo gli inquirenti, a sequestrarle il 7 giugno è stata a madre con la collaborazione del padre di lei e del compagno. Per i tre è stata disposta la custodia cautelare in carcere motivata dal rischio concreto di fuga e domani è previsto l'interrogatorio di garanzia. L'ipotesi di reato è sequestro aggravato in concorso.

Le piccole sono state trovate in casa di una lontana parente il 21 giugno. Quella sera, oltre a 70 Carabinieri c'erano anche il procuratore di Sulmona Luciano D'Angelo e il sindaco Stefanelli, tutore di entrambe. Quella notte le piccole hanno impiegato un'ora per decidersi ad aprire ai Carabinieri, ora si trovano in una località protetta e anche Stefanelli non le vede dalla sera del blitz: "Oggi hanno incontrato le persone con cui hanno avuto una relazione in questi anni e su cui fanno affidamento", dice il primo cittadino.

L'appello che hanno trasmesso è di spegnere l'attenzione su di loro: "La stampa è stata utile per diffondere appelli durante la scomparsa, ma adesso ci si concentri sugli adulti e sulla vicenda giudiziaria".

"Ora le bambine chiedono di tornare alla serenità, di ristabilire un rapporto con il padre e, quando si concluderà la parte giudiziaria, anche con la madre".

Dal 2020 sono attenzionate dai servizi sociali a seguito della burrascosa separazione dei genitori. Dal 2023 sono entrate nel circuito delle case famiglie cambiando almeno due comunità fino ad arrivare a quella abruzzese dalla quale si sono allontanate.

"La storia di queste bambine è una sconfitta per tutti – ammette il sindaco – Questo caso di conflitto genitoriale è stato complicato da tutto l'entourage familiare della madre che ha reso impossibile il collocamento presso altro parente quando le bambine sono state allontanate da lei. Una situazione ribadita anche nella sentenza del 28 maggio".

Meno di una settimana dopo la sentenza che ha revocato la potestà genitorale alla madre di Sarah e Alisya, Valentina D'Acunto, le piccole sono state prelevate dalla casa famiglia.

"Sono tutore di circa 25-30 persone tra anziani, minori e persone con caoacità ridotta. Li seguo attraverso operato delle assistenti sociali del Comune e ho visto molte storie – precisa Stefanelli – Al momento abbiamo altri casi di alienazione parentale, ma siamo sempre riusciti a creare percorsi di ravvedimento. In questo caso però è stato impossibile".

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