Nozze gay in Francia, sindaco dice no a due donne: motivi religiosi

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Marie-Claude Bompard, sindaca di un comune nel sud della Francia, si è rifiutata di celebrare un matrimonio gay e ha deciso di non concedere nemmeno la delega al suo vice. Non ha voluto unire le due donne in virtù delle sue convinzioni religiose.

La legge che permette alle coppie omosessuali in Francia di sposarsi è stata approvata tra grandi polemiche e scontri e ora, dal Paese, arriva anche la notizia di “un caso di obiezione di coscienza”. Di un sindaco cioè che ha deciso di non unire in matrimonio due donne. Si tratta di Marie-Claude Bompard, sindaca di Bollène, comune francese nella regione di Vaucluse, che ha detto no alle nozze gay di due spose. E il suo portavoce ha spiegato il suo rifiuto facendo riferimento, appunto, a un caso di obiezione di coscienza. La prima cittadina francese ha voluto rivendicare il suo diritto di agire in conformità della sua fede e dunque di non sposare due persone dello stesso sesso. Ma le due promesse spose non si sono arrese a questo no. Una delle due donne ha raccontato al giornale Dauphiné Libéré quanto le è stato detto dal sindaco: “Ci ha spiegato che, pur rispettando le coppie omosessuali, non avrebbe potuto unirci in virtù delle sue convinzioni religiose”.

Le promesse spose non si arrendono a annunciano ricorso al prefetto – Secondo quanto denunciato dalla stessa coppia, la sindaca non ha voluto neppure delegare il suo vice: dal municipio hanno fatto sapere che non ha concesso deleghe perché sarebbe stato solamente un escamotage e che anche la prima cittadina di Bollène, come altri colleghi, sottoscriveva la richiesta al presidente della Repubblica di essere esonerata dai matrimoni gay per motivi di coscienza. Di conseguenza le due donne, la 33enne Amandine Gilles e la 27enne Angélique Leroux, hanno annunciato ricorso al prefetto.

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