“Non sono Charlie, sono Ahmed”, il tweet per il poliziotto musulmano ucciso

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Il tweet di uno scrittore di origine libanese dopo la strage di Charlie Hebdo: “Io sono il poliziotto morto. Charlie Hebdo metteva in ridicolo la mia fede e la mia cultura e io sono morto per difendere il suo diritto di farlo”.

Dal momento in cui la mattina del 7 gennaio dei terroristi sono entrati nella redazione parigina del giornale satirico Charlie Hebdo e hanno ucciso dodici persone i social network si sono trasformati, come spesso accade, in strumenti per esprimere cordoglio e solidarietà. E praticamente subito è nato l’hashtag #jesuischarlie, appunto per mostrare vicinanza alle vittime del giornale satirico. Ma quello non è l’unico hashtag che nelle ore di frenetica ricerca dei terroristi si sta diffondendo in rete. Dal tweet di uno scrittore di origine libanese, Dyab Abou Jahjah, è nato infatti un altro hashtag, #JeSuisAhmed. Un hashtag dedicato questa volta a una delle vittime della strage, il poliziotto barbaramente ucciso davanti alla redazione del giornale Charlie Hebdo. “Io non sono Charlie. Io sono Ahmed, il poliziotto morto. Charlie Hebdo metteva in ridicolo la mia fede e la mia cultura e io sono morto per difendere il suo diritto di farlo”: è questo il tweet dello scrittore che sta facendo il giro della rete e sta provocando tantissime riflessioni. Un tweet che è stato condiviso migliaia di volte e dal quale è nato, appunto, l’hashtag #JeSuisAhmed che sta facendo discutere molto soprattutto in Francia.

Chi era Ahmed, uno della vittime della strage di Parigi – Il poliziotto barbaramente ucciso su un marciapiede davanti alla redazione di Charlie Hebdo si chiamava Hamed Merabet, aveva 42 anni e due figli. Era uno dei due agenti a protezione del direttore del Charlie Hebdo, il vignettista Charb, anche lui ammazzato dal commando. Le immagini dei suoi ultimi istanti di vita hanno fatto il giro del mondo. Musulmano praticante, di origini arabe, Ahmed era nato a Livry, dipartimento della Senna-Saint-Denis nella regione dell’Île-de-France. Era un agente di quartiere, si spostava sempre in bicicletta.

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