In Venezuela i morti per il terremoto sono 2300, ora è incubo sciacalli: fermati anche 4 poliziotti

Tra speranza, atti di coraggio e gesti di solidarietà, in Venezuela monta la rabbia dei residenti per i continui atti di sciacallaggio che si verificano tra le macerie dei palazzi crollati per il terremoto. Mentre in alcune zone si scava ancora alla ricerca dei tanti dispersi con la speranza che si possano moltiplicare gli episodi di recupero di persone in vita, in altre zone si è assistito a brutte scene di furti e ruberie che purtroppo hanno riguardato anche poliziotti e soldati.
Quattro agenti infatti sono stati arrestati nelle scorse ore dopo che alcuni residenti li avevano filmati mentre si appropriavano di beni e soldi trovati tra le macerie nello stato di La Guaira. In un video diffuso sui social, si vede un agente mentre cerca di nascondersi in una borsa dollari in contanti trovati tra le rovine a Playa Grande.
Il filmato che ha scatenato indignazione e una inchiesta del Ministero per gli affari interni del Venezuela che si è conclusa con la rimozione formale dei poliziotti. "Un gruppo di funzionari, deviando dai propri doveri e approfittando delle operazioni di soccorso e di assistenza umanitaria, ha agito in modo improprio appropriandosi di oggetti di valore rinvenuti tra le macerie ", ha dichiarato il ministero in un comunicato. I quattro inoltre sono finiti sotto indagine penale per aver abusato delle loro funzioni nel bel mezzo dell'emergenza nazionale.
Altri video che circolano sui social denunciano fatti analoghi con agenti di sicurezza inviati sul posto per aiutare e sorvegliare ma che invece darebbero vita a saccheggiamenti nelle case colpite dal terremoto.
Al lavoro per estrarre un uomo vivo sotto le macerie
Intanto il bilancio delle vittime del terremoto accertate dalle autorità sfiora i 2300 con un aumento di circa 300 unità rispetto all'aggiornamento del giorno precedente. Un numero che purtroppo è destinato ad aumentare visto che all’appello mancano decine di migliaia di persone ma politici dell'opposizione hanno accusato il governo di minimizzare l'entità della distruzione e nascondere le cifre reali ricordando che ormai gli obitori sono al collasso e non esistono più camion frigo per contenere i corpi che vengo lasciati a decomporsi nei sacchi. Ieri, la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha dichiarato sette giorni di lutto nazionale "in omaggio alla memoria delle vittime".
Sempre a La Guaira, quasi completamente distrutta dal disastro del 24 giugno, i soccorritori sono al lavoro per estrarre un uomo rimasto intrappolato ma vivo per otto giorni sotto le macerie di un edificio. Hernan Gil, una guardia giurata di 43 anni, è rimasto intrappolato nella sua cabina sotto l'edificio in cui lavorava a Catia La Mar. Da tre giorni soccorsi di vari Paesi sono al lavoro per raggiungerlo e portarlo in salvo.
Rientrano in Italia i vigli del fuoco
Intanto sono rientrati in Italia i vigili del fuoco che erano stati invitai in Venezuela per il soccorso alla popolazione colpita dal sisma. Nel corso delle operazioni sono stati recuperati i corpi senza vita di una nonna che teneva stretta a sé la nipotina di tre anni e i corpi di altri due dispersi nella zona della Marina di La Guaira. Alla missione, durata cinque giorni, hanno preso parte 41 vigili del fuoco, con 25 Usar che hanno lavorato sulla macerie senza sosta, alternandosi ogni otto ore nelle operazioni di soccorso. L’impegno dell’Italia nell’emergenza venezuelana prosegue con il team TAST (Technical Assistance and Support Team) del Corpo nazionale, un team che sosterrà il lavoro degli esperti di protezione civile inviati nell’ambito del Meccanismo Europeo di Protezione Civile.