La multinazionale di biotecnologie agrarie Monsanto – controllata dal gruppo tedesco Bayer – è stata condannata in via definitiva per i gravi danni alla salute arrecati all'agricoltore francese Paul François, intossicato dopo aver inalato i vapori del diserbante Lasso. La Corte di Cassazione ha rigettato oggi, mercoledì 21 ottobre, il ricorso presentato dagli avvocati di Monsanto contro la condanna in secondo grado emessa un anno e mezzo fa. La decisione odierna rappresenta l'epilogo di una vera e propria maratona giudiziaria cominciata nel 2007 che ha visto sempre prevalere le ragioni del contadino contro quelle della multinazionale.

La vicenda inizia nel 2004, quando Paul François inala da un serbatoio i vapori di un erbicida prodotto dalla Monsanto: l'uomo avverte un malore ed ha solo il tempo di raccontare alla moglie cosa è successo prima di essere ricoverato in ospedale. Dopo cinque settimane l’uomo torna a lavorare, ma soffre di importanti problemi di linguaggio, assenze e violenti mal di testa. Alla fine di novembre 2004 crolla sul pavimento della sua casa, dove le sue figlie lo trovano privo di conoscenza. Viene nuovamente ricoverato e in diverse occasioni i medici temono per la sua vita, senza però mai collegare le sue condizioni di salute agli erbicidi della Monsanto. Dopo svariati esami all'uomo viene diagnosticato un importante deficit cerebrale che gli causa disturbi neurologici e immunitari.

È il maggio del 2005 quando finalmente viene scoperto il responsabile dei malori di Paul François: il monoclorobenzene, solvente altamente tossico e presente in elevate percentuali nella composizione dell’erbicida utilizzato dal contadino un anno prima. Ha inizio così, alcuni anni dopo, una battaglia legale che si è conclusa oggi ma che ha visto sempre i giudici pronunciarsi a favore dell'agricoltore condannando Monsanto in primo grado nel 2012 , poi in appello nel 2015 quindi nel 2019. La Corte di Cassazione ha oggi sentenziato che la multinazionale avrebbe dovuto segnalare il pericolo specifico dell'utilizzo del Lazo, senza tuttavia pronunciarsi sulla sua tossicità. L'erbicida è stato bandito in Francia dal novembre 2007.