Le prime sette apparizioni di Medjugorje sono vere e non c'è nessuna origine demoniaca. Svolta del Vaticano sul caso legato alla cittadina bosniaca divenuta meta di pellegrini da tutto il mondo in seguito alle apparizioni della Vergine Maria sulla Collina ribattezzata delle Apparizioni  avvenute dal 24 giugno al 3 luglio 1981. È quanto è emerso all'interno della Relazione finale della Commissione Internazionale di inchiesta, istituita da Benedetto XVI e presieduta dal cardinale Camillo Ruini che ha lavorato tra il 2010 e il 2014 sulla questione Medjugorje. "Nessuna origine demoniaca delle apparizioni e neanche manipolazioni", è quanto si spiega in una trentina di pagine. In realtà, la relazione non è mai stata pubblicata, ma i suoi contenuto sono stati resi noti a piccole dosi anche da Papa Francesco, che ha inviato un visitatore apostolico a Medjugorje e che più recentemente ha anche autorizzato i pellegrinaggi nel luogo della Bosnia Erzegovina dove apparve Maria quasi 40 anni fa.

Nel corso del dossier viene anche trattato il rapporto tra i veggenti e il denaro, che nella Relazione sarebbe definito "ambiguo". Ma si precisa che questa ambiguità "più che situarsi sul versante dell'immoralità, si situa nel versante della struttura personale, spesso priva di un solido discernimento e di un coerente orientamento, anche perché è mancata loro una attendibile e continuativa guida spirituale, nel corso di questi trent'anni. Vi sono, semmai, molti indizi di protagonismi spirituali esibiti e di relazioni pastorali mancate". A pubblicare alcune anticipazioni della Relazione è stato per primo il blog di informazione religiosa Il Segno di Giona, secondo cui, dunque, sulle prime sette apparizioni, il Vaticano ha un giudizio del tutto positivo. Nel senso che pare si possa parlare di una "origine soprannaturale" e soprattutto non c'è nessuna origine demoniaca. Tutto quello che è accaduto dopo, con la continuazione ultradecennale delle apparizioni, è altrettanto rimarcabile, ma andrà sottoposto ad ulteriori analisi.