Scoppia il caso Berlusconi-Shoa in Europa, lui replica: “Una trappola”

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Il candidato del Ppe alla presidenza della Commissione europea attacca le frasi di Berlusconi sui lager: “Disgustato, chieda scusa”. Lui replica: “Frase estrapolata dal contesto”

Dopo le critiche arrivate da più parti in Italia, non ultima quella del Premier Renzi, contro Silvio Berlusconi e le sue frasi su lager e tedeschi arrivano anche le prime dure prese di posizione in Europa. "Silvio Berlusconi ritiri immediatamente le sue dichiarazioni sulla Germania e si scusi con i sopravvissuti dell'Olocausto e con i cittadini tedeschi" ha tuonato oggi Jean-Claude Juncker, ex presidente dell'Eurogruppo e attuale candidato del Partito popolare europeo alla presidenza della Commissione europea. In una nota anticipata all'agenzia stampa Adnkronos, Jean-Claude Juncker attacca senza mezze misure il leader di Forza Italia secondo il quale per i tedeschi i lager non sarebbero mai esistiti. Gli attacchi di Berlusconi sono "inaccettabili" ha sostenuto  l'ex premier lussemburghese, che si è detto "disgustato" dalle parole dell'ex premier italiano. Su "alcune cose non si scherza" ha sottolineato Juncker, aggiungendo "questo è particolarmente vero per il terrore sperimentato durante l'Olocausto, costato la vita a milioni di innocenti".

"L'Italia è una grande nazione ma lo è anche la Germania. Tutti i 28 Paesi dell'Unione Europea sono grandi nazioni. Nessuno ha il diritto di insultare gli amici e i partners della Ue" ha proseguito il leader del Ppe, ricordando che nemmeno le diatribe politiche possono lasciare spazio ad una simile frase. "Durante la crisi la Germania, come molti altri Paesi membri Ue, ha dimostrato una solidarietà senza precedenti con i Paesi europei in difficoltà. Questi Paesi hanno anche loro preso misure senza precedenti e spesso dolorose per stabilizzare le loro economie e finanze pubbliche, ma l’Olocausto non è un tema su cui ridere".

Merkel e Brunetta – Sul caso in tarda mattinata è intervenuta anche la Cancelliera tedesca Angela Merkel confermando di non voler commentare frasi giudicate "assurde". Per lei ha parlato il suo portavoce Steffen Feibert che ad una domanda esplicita in conferenza stampa a Berlino ha risposto: "Quelle di Silvio Berlusconi sono affermazioni talmente assurde che il governo tedesco non le commenta". Sul fronte opposto a dar man forte all'ex Premier ci ha pensato Renato Brunetta che ha giudicato "le dichiarazioni di Juncker incresciose, e purtroppo figlie di un triste calcolo elettorale: la paura cioè di perdere i voti della Merkel". "Ora che anche Juncker si dimostra succubo di questa nouvelle vague prona alla Grande Germania, che ha impoverito il sud dell’Europa e ingrassato i conti delle banche tedesche, la posizione di Berlusconi appare più che mai lungimirante e realistica" ha sottolineano Il capogruppo di Forza Italia alla Camera. "Altro che scusarsi con tedeschi ed ebrei. Berlusconi non ha affatto scherzato sull’Olocausto, né accusato a vanvera un popolo che stimiamo e amiamo, ma ha dato voce a un timore serio e realistico dell’opinione pubblica non solo italiana" ha rincarato la dose Brunetta, concludendo: "Oggi i leader tedeschi, al di là delle dichiarazioni di facciata, tendono per la loro personale ambizione, a rimuovere la memoria di quel che le pulsioni nazionalistiche ed egemoniche della Germania hanno storicamente sempre causato in Europa: e cioè invasioni, guerre e lutti".

Silvio Berlusconi non ci sta alla pioggia di critiche che arrivano dall'Europa e nel primo pomeriggio replica parlando di "una trappola" ben orchestrata da parte della sinistra. "Mi pare doloroso e spiacevole che la sinistra europea abbia compiuto l'ennesima speculazione, montando un caso su una mia frase, estrapolata dal contesto di un mio ragionamento sul candidato della sinistra Martin Schulz" scrive l'ex Premier in un nota, aggiungendo: "È surreale attribuirmi sentimenti antitedeschi o una presunta ostilità verso il popolo tedesco, di cui sono amico. Se sono ostile a qualcosa, lo sono nei confronti di un'austerità controproducente, di alcuni vincoli e regole a mio parere gravemente sbagliati, che stanno inchiodando l'Europa intera a una lunga stagnazione economica". Poi rivolto al candidato del Ppe, il leader di Forza Italia spiega: "A Juncker, che non dovrebbe cadere in simili trappole da campagna elettorale, ripeto: rivendico il mio ruolo di amico storico del popolo ebraico, e dello Stato di Israele, che è e resta unico presidio di libertà e di democrazia in tutto il Medio Oriente. Nulla e nessuno può mettere in discussione questa mia convinzione profonda".

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