"L'Iran ha mentito e nasconde un programma segreto di sviluppo di armi atomiche". È quanto ha dichiarato in un messaggio alla nazione, nella serata di lunedì, il Premier israeliano Benyamin Netanyahu, avviando quella che potrebbe diventare una nuova crisi su vasta scala in medio oriente . "Teheran mente sfacciatamente sulle sue armi nucleari" e anzi "punta a dotarsi di almeno cinque ordigni nucleari analoghi a quelli utilizzati su Hiroshima" ha sostenuto Netanyahu in un discorso pubblico pronunciato nel complesso militare di Kirya a Tel Aviv e organizzato per dare "significative" informazioni sul programma nucleare iraniano. Mostrando alcune mappe e foto aeree scattate da velivoli spia, il premier israeliano ha parlato di "nuove e conclusive prove del programma bellico nucleare iraniano".

In mano a Tel Aviv ci sarebbero decine di migliaia di foto e documenti sul programma nucleare sottratti al governo di Teheran dalle spie israeliane. "Abbiamo 55mila documenti e altri 55mila file su cd, copia esatta degli originali provenienti dagli archivi segreti del programma nucleare iraniano di cui il governo israeliano è entrato in possesso alcune settimane fa", ha annunciato Netanyahu, definendo l'operazione "uno dei maggiori successi di intelligence che Israele abbia mai conseguito". Le presunte prove  provengono da una  "località altamente segreta in Iran" della quale è stata mostrata un'immagine e nella quale i documenti sarebbero stati spostati nel 2017. "Gli Stati Uniti hanno garantito l'autenticità dell'archivio segreto ottenuto da Israele", ha proseguito Netanyahu, annunciando che i documenti verranno mostrati all'agenzia Onu per l'energia atomica e ad altri Paesi.  Secondo Netanyahu, i file segreti provano che il programma iraniano era disegnato "per testare e costruire armi nucleari" e "provano che l'Iran ha mentito spudoratamente quando diceva che non avrebbe mai avuto un programma nucleare" e anzi avrebbe anche "intensificato gli sforzi" per nasconderlo dopo aver firmato l'accordo sul nucleare del 2015 con il gruppo dei 5+1.

Astretto giro è arrivata però anche la smentita del ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, con una accusa diretta a Netanyahu proprio in relazione a queste rivelazioni. In un messaggio sul suo profilo Twitter ufficiale, infatti, Zarif ha fatto riferimento implicito al premier israeliano scrivendo: "Il ragazzo che non riesce a smettere di gridare `al lupo´ e’ tornato, nonostante il fiasco dei fumetti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Puoi imbrogliare poche persone così tante volte".