È drammatico il bilancio delle vittime delle inondazioni dovute alle piogge monsoniche che ormai da giorni stanno colpendo lo Stato indiano del Kerala, nel Sud del Paese. L’ultimo bilancio riportato dall’Economic Times in India parla di almeno 114 morti. Altissimo anche il numero degli sfollati: secondo la Bbc online, sono almeno 150mila. Il governo centrale ha schierato ieri tutte le forze armate (esercito, marina, aeronautica) per una massiccia operazione di soccorso. Al momento, a causa delle inondazioni, circa diecimila chilometri di strade sono state distrutte o danneggiate così come centinaia di case. Parti della capitale commerciale del Kerala, Kochi, sono sommerse. Risultano ferme le ferrovie e la metropolitana, mentre l'aeroporto resterà chiuso fino al prossimo 26 agosto. Il governo locale del Kerala ha lanciato appelli alla popolazione a non ignorare gli ordini di evacuazione.

Il Kerala è uno stato da sempre soggetto ai monsoni – Quest’anno le piogge monsoniche, che di solito cadono incessanti da giugno a settembre, sono arrivate l’8 agosto. Le piogge hanno inondato case e strade e fatto crollare ponti. Le zone più colpite sono i villaggi rurali, con le case spesso costruite in paglia e legno. Centinaia di villaggi sono stati spazzati via. Ogni anno in Kerala in questo periodo si registrano centinaia di vittime, ma secondo gli esperti l’attuale alluvione è il peggior episodio registrato nell’ultimo secolo.  “La situazione è brutta in molte zone dello Stato e il numero delle persone morte probabilmente salirà”, aveva detto nel giorno di Ferragosto un alto funzionario del dipartimento per la gestione dei Disastri.