In Iran centinaia di morti, minacce tra Usa e Teheran ma Trump rivela: “Hanno chiamato, vogliono negoziare”

Non si ferma la violenza in Iran dove centinaia di persone sarebbero state uccise e migliaia arrestate del regime durante le proteste di piazza che vanno avanti da giorni nelle principali città del Paese mediorientale. Internet resta bloccato ma le notizie che trapelano parlano di scene terribili e drammatiche con arresti arbitrari ed esecuzioni sommarie. Anche ieri però i manifestanti sono scesi in piazza scandendo slogan contro le autorità. Intanto minacce reciproche a distanza tra il presidente iraniano e Trump con quest’ultimo che però rivela che “L’Iran vuole negoziare” e che “una riunione è in corso di preparazione".
"In Iran oltre 500 morti tra i manifestanti"
Il bilancio di morti e arresti al momento è incerto ma diverse fonti antigovernative parlano di centinaia di vittime dopo che il regime teocratico ha deciso di reprimere nel sangue le proteste. Secondo la ong statunitense Human Rights Activists News Agency (HRANA), il bilancio delle vittime in Iran ha raggiunto quota 544. L'organizzazione ha inoltre affermato di aver ricevuto altre 579 segnalazioni di decessi, attualmente in fase di indagine. Delle vittime, 483 erano manifestanti, 47 erano membri dell'esercito o delle forze dell'ordine iraniane. Gli arresti sarebbero oltre 10mila.
"Dopo oltre 70 ore di blocco quasi totale di Internet, stiamo ricevendo notizie assolutamente terribili di sparatorie di massa contro i manifestanti da parte delle forze governative iraniane che hanno provocato la morte di almeno duemila manifestanti" denuncia invece la fondazione del premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, rivelando: "Le forze di sicurezza iraniane stanno usando la forza letale contro i manifestanti in tutto il Paese. È una repressione su vasta scala. Sono in corso arresti di massa, mentre le famiglie si radunano nei centri pieni di cadaveri alla ricerca dei resti dei loro cari".
Teheran annuncia contromanifestazioni
Il governo iraniano dal suo canto ha dichiarato tre giorni di lutto pubblico in onore delle vittime della "battaglia di resistenza nazionale" contro le proteste in corso e annunciato “contromanifestazioni” per "condannare le azioni dei rivoltosi e dei terroristi armati". Teheran denuncia una presunta interferenze di forze straniere come Usa e Iran e minaccia risposte dure in caso di attacco diretto statunitense come ipotizzato da Trump. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che le proteste "sono diventate violente e sanguinose per fornire una scusa" a Trump per intervenire ma che "la situazione è ora sotto controllo totale". Araghchi ha affermato che Internet verrà presto ripristinata in Iran, aggiungendo che il governo si sta coordinando con le autorità di sicurezza per provvedere.
Trump: "Vogliono negoziare, una riunione è in preparazione"
Proprio il Presidente Usa però nelle scorse ore ha rivelato che sarebbero in corso trattative per stabilire un primo incontro diplomatico tra le parti. "I leader iraniani hanno chiamato. Vogliono negoziare, una riunione è in corso di preparazione" ha dichiarato infatti Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One. Un'azione militare statunitense rimane però una possibilità. "Esaminiamo la questione molto seriamente. Stiamo valutando alcune opzioni molto concrete. Prenderemo una decisione" ha confermato infatti il Presidente Usa rispondendo poi a Tehern: "L'Iran minaccia di attaccare le nostri basi? Se lo fanno, li colpiremo ad un livello mai visto. Useremmo una forza notevole".