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In Albania non si fermano le proteste anti-Kushner, migliaia di persone in piazza: “Il premier Rama si dimetta”

Proseguono da 21 giorni le proteste in Albania contro la costruzione del resort di lusso sponsorizzato da Jared Kushner, genero del presidente Usa Trump. Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza e chiesto le dimissioni del premier socialista Edi Rama: “Il Paese non è in vendita”.
Il corteo in Albania di sabato 20 giugno.
Il corteo in Albania di sabato 20 giugno.

Non si fermano le proteste in Albania, giunte al loro 21esimo giorno. Nella serata di ieri, sabato 20 giugno, migliaia di persone si sono riunite sul viale principale di Tirana, in un'estesa manifestazione per chiedere le dimissioni del premier socialista Edi Rama.

Iniziate per contestare la costruzione di un resort di lusso sponsorizzato da Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump, le proteste hanno ora come obiettivo anche tutta la vecchia classe politica. Sabato sera i manifestanti hanno posto a Rama un'ultimatum: "Deve lasciare l'ufficio entro domani".

Sventolando bandiere albanesi e statunitensi, i manifestanti hanno liberato palloncini rossi e scandito lo slogan "L'Albania non è in vendita", proiettato la scritta anche sulla facciata dell'ufficio del primo ministro.

“Non siamo contrari allo sviluppo del Paese; siamo contrari all’arroganza e alla mancanza di trasparenza che circondano i progetti che influenzano le nostre vite”, ha detto una dei manifestanti citata da Aljazeera.

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Il resort di Kushner, insieme a un altro progetto di sviluppo previsto sulla vicina isola di Sazan, sorgerebbe in prossimità di importanti aree di nidificazione per gli uccelli migratori nella zona protetta di Vjosa-Narta, tra cui stormi di fenicotteri.

Le preoccupazioni ambientali si sono unite alla rabbia nei confronti del primo ministro Rama, che i manifestanti accusano di accordi poco trasparenti. Molti hanno detto che rimarranno in piazza finché non si dimetterà.

Il premier ha respinto ogni probabile dimissione. "Un governo non si fa piegare dal rumore", ha dichiarato in una riunione congiunta del suo gabinetto con il gruppo parlamentare socialista.

Il premier albanese Edi Rama.
Il premier albanese Edi Rama.

Rama insiste sul fatto che l'Albania è finita nel mirino di una guerra ibrida. "Da 20 giorni l'Albania è nell'occhio di un ciclone digitale", ha affermato, sottolineando che anche sulla storia del resort "il mondo si è svegliato solo perché c'era il nome di Kushner e l'ombra del suo suocero, odiato da un'intera armata online".

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