Oltre al video "agli americani" pubblicato alcuni giorni fa su YouTube da Tobias Rathjen, autore della strage compiuta mercoledì sera ad Hanau, sono diversi i documenti apparsi su un sito attribuito al tedesco. Nel mezzo dei suoi discorsi spesso confusi – uno dei documenti pubblicati in rete è per "l’intero popolo tedesco" – l’autore della strage fa più volte riferimento a “gruppi etnici” e sostiene che alcuni popoli che non si riescono a espellere dalla Germania andrebbero “sterminati”. Scrive tra le varie cose di aver assistito a una rapina mentre lavorava in banca e di aver potuto constatare come il 90 percento dei sospettati fosse di nazionalità “non tedesca” e soprattutto “turchi e nordafricani”. Un episodio, quello vissuto in prima persona, che secondo quanto ipotizzato anche da alcuni media tedeschi potrebbe aver scatenato la sua follia omicida.

L'elenco dei Paesi da "distruggere" – Il killer parla di “etnie, razze e culture” distruttive e di essere giunto alla conclusione che “queste persone non dovrebbero essere lì”. Nel documento esiste un vero e proprio elenco di Paesi da “distruggere completamente”: tra questi Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Israele, Siria, Giordania, Libano, l’Arabia Saudita, Turchia, Iraq, Iran, Kazakhstan, Turkmenistan, Uzbekistan, India, Pakistan, Afghanistan, Bangladesh, Vietnam, Laos, Cambogia.

La strage di Hanau è stata classificata come un atto di "terrorismo" – “L’esistenza di alcuni gruppi etnici è un errore fondamentale in sé” e il killer parla di un problema per le generazioni future. Continuando a scrivere di “razze” e facendo riferimento agli Stati Uniti d’America, il killer di Hanau parla anche dell’idea di costruire un muro col Messico per risolvere il problema della droga e dell’immigrazione illegale. In un altro documento apparso sul sito Tobias  Rathjen parla di guerra in Iraq e Afghanistan e scrive le sue “considerazioni per l’invasione dell’Iraq”. La strage di Hanau è stata classificata come un atto di "terrorismo" dagli inquirenti secondo quanto ha detto il ministro dell'Interno dell'Assia, Peter Beuth, confermando che il movente della strage sia stato di tipo xenofobo. "Condanno questo massacro che attenta alla pace e alla libertà della nostra società", ha affermato il ministro. Undici in totale le vittime – compreso il killer e sua madre – e alcuni dei feriti sono in gravi condizioni.