Il figlioletto di appena sei mesi non smetteva di piangere così, dopo averlo schiaffeggiato e morso, lo ha letteralmente piegato in due per impedirgli di urlare, riducendolo in fin di vita. Per questo un uomo statunitense di 30 anni, Robert Anthony Resendiz, è stato arrestato dalla polizia di di Phoenix, nello stato dell'Arizona con l'accusa di violenza e lesioni su minore. Accuse che purtroppo potrebbero trasformarsi in omicidio volontario se il piccolo dovesse morire. I medici dell'ospedale dove è ricoverato in gravissime condizioni, infatti, gli danno poche speranze di sopravvivenza.

Il dramma in casa martedì scorso quando l'uomo si è scagliato con violenza contro il figlioletto davanti alla moglie. È stato sempre il 30enne a chiamare i soccorsi e a raccontare di aver trovato il piccolo già così, le ferite sul bimbo e la moglie però lo ha smentito e, di fronte alle accuse, infine l'uomo ha ceduto e ha confessato. Durante l'interrogatorio con gli agenti di polizia, Resendiz ha ammesso di aver premuto le gambe del bambino sopra la sua testa, piegando il suo corpo per impedire alla vittima di piangere.  Il piccolo è arrivato in ospedale con danni gravissimi al fegato e al pancreas oltre a varie fratture degli arti.

Secondo il rapporto della polizia locale, Robert ha dichiarato di aver esercitato "una pressione sulla vittima e di aver continuato finché la vittima non si è più mossa". Gli inquirenti dicono che Resendiz ha anche ammesso di aver morso il bambino di 6 mesi due volte, sempre per la frustrazione di non riuscire  a farlo smettere di piangere.