“I matrimoni gay sono un buon affare”. Parola dell’ad di British Petroleum
Lord Browne, amministratore delegato della BP, meglio conosciuta come British Petroleum, ha trovato un valido motivo per "sposare" la causa dei matrimoni omosessuali. Uguaglianza dei diritti? Contrasto all'omofobia? Rispetto per le scelte sessuali di tutti i cittadini? Macchè! Affari, commercio, business. In un articolo apparso sul Financial Times ha infatti detto: "Durante la mia lunga carriera mi sono accorto che tutto ciò che favorisce un ambiente inclusivo rappresenta anche un buon affare". Poi ha specificato: "Le persone più felici sono anche più produttive e fanno fare soldi alle loro aziende se si sentono inclusi. Essere se stessi è un bene per il business".
Eppure fu proprio lui nel 2007 a lanciare una crociata contro i giornali che raccontarono la sua relazione con un altro uomo. "Lo feci perché avevo paura, ma se allora avessi visto persone dello stesso sesso giuridicamente riconosciute non avrei avuto nessun problema a rivelare pubblicamente la mia identità sessuale". Proprio oggi, intanto, i 133 parlamentari conservatori tenteranno di far deragliare il progetto di legge sulle unioni gay.