Greenpeace scarica cinque tonnellate di carbone all’Eliseo: arrestati 12 attivisti

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Un blitz di protesta, avvenuto a poche ore dal vertice franco-tedesco, per chiedere di fissare al 45% l’obiettivo europeo sul fronte delle energie rinnovabili, da raggiungere entro il 2030.

La polizia di Parigi ha arrestato 12 attivisti di Greenpeace che due giorni fa avevano compiuto un blitz di fronte all'Eliseo, scaricando cinque tonnellate di carbone davanti al Palazzo, poche ore prima del consiglio dei ministri franco-tedesco. Secondo quanto riferito in una nota, il camion trasportava anche due cisterne di 2mila litri d’acqua contaminata al trizio, raccolta nei pressi di La Hague, nel nord-ovest del paese. L’organizzazione ha poi precisato che l’acqua non rappresentava un pericolo "immediato". Gli agenti hanno bloccato il camion e fermato gli attivisti, successivamente squadre di pulizia hanno rapidamente rimosso il carbone dalla strada.

Una trovata il cui obiettivo è stato quello di inviare un messaggio al presidente francese Francois Hollande e al Cancelliere tedesco, Angela Merkel "di abbandonare le energie che sono considerati pericolosi – il carbone e il nucleare – e di impegnarsi finalmente ad una vera transizione energetica" ha detto l'attivista di Greenpeace, Sebastien Blavier. "Gli obiettivi avanzati dai due paesi per il futuro pacchetto clima-energia europeo per il 2030 sono opposti alle ambizioni rivendicate nei discorsi", ha aggiunto  Blavier. La Commissione europea ha infatti proposto di ridurre le emissioni di gas serra del 40% entro il 2030, con l'obiettivo vincolante del 27% di energie rinnovabili a livello europeo e un obiettivo indicativo del 25% di risparmio energetico. Sulla questione i leader europei si pronunceranno durante la conferenza al vertice del 20 e 21 marzo che si terrà Bruxelles.

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