Merkel: “Vogliamo che la Grecia sia un paese ricco”. Tsipras: “Rispetteremo i trattati”
UPDATE – Si è concluso a Berlino il vertice tra Alexis Tsipras e Angela Merkel: la cancelliera tedesca, al termine dell'incontro, è sembrata lanciare messaggi distensivi: "Vogliamo che la Grecia sia forte economicamente, che cresca e che venga fuori dall'alta disoccupazione, in particolare da quella giovanile. Ma questo richiede riforme strutturali e finanze pubbliche solide. Non spetta alla Germania valutare il pacchetto di riforme della Grecia, questo è il ruolo dell'intero Eurogruppo". Tsipras dal canto suo ha replicato che le misure imposte in passato si sono rivelate fallimentari, ma che la responsabilità non è solo della troika. "I trattati vanno rispettati, ma è il momento di realizzare le grandi riforme strutturali e combattere l'evasione fiscale e la corruzione". Per il primo ministro ellenico vanno "evitate" divisioni all'interno dell'Eurozona, e vanno cercate soluzioni "che portino benefici sia alla Grecia che all'Europa".
Se l'Eurozona non fornirà nel breve periodo un'assistenza finanziaria alla Grecia, per Atene “sarà impossibile onorare i suoi obblighi sul fronte del debito, compreso il pagamento di pensioni e salari”. Uno scenario, quest'ultimo, "inaccettabile". L’indiscrezione è del Finacial Times che rivela delle parole della lettera che il primo ministro Alexis Tsipras ha inviato alla cancelliera tedesca Angela Merkel. Una missiva datata 15 marzo, cioè prima del vertice dei capi di stato e di governo della Ue svoltosi giovedì scorso a Bruxelles, quando la Merkel accettò di incontrare il leader greco a margine dei lavori, invitandolo a Berlino per un faccia a faccia che dovrebbe esserci proprio stasera, lunedì 23 marzo.
Saldare i presti o erogare la spesa sociale?
Nella lettera, sempre secondo quanto scrive il quotidiano economico, Tsipras lamenta il fatto che il suo governo sarebbe stato costretto a “scegliere tra saldare i prestiti”, soprattutto al Fondo monetario internazionale, "o continuare a erogare la spesa sociale". E se la prende con la Bce per i limiti imposti sulla capacità della Grecia di emanare titoli di debito di breve termine, oltre che alle autorità dell'Eurozona che si oppongono all’ipotesi di rimborsare ogni aiuto prima che Atene adotti un nuovo pacchetto di riforme economiche.
“Dato che la Grecia non ha accesso ai mercati finanziari e in vista delle scadenze sul fronte del debito in primavera e in estate – scrive il premier greco – deve essere chiaro che le restrizioni della Bce, combinate con un ritardo nell'erogazione degli aiuti, renderanno impossibile per qualunque governo greco onorare i suoi debiti". Perché, spiega, se Atene dovesse rispettarli senza aver ricevuto aiuti, "questo condurrebbe a un forte deterioramento della già depressa economia sociale della Grecia. Una prospettiva che io non posso consentire".
Mancano medicinali di base
Nel frattempo il quotidiano Kathimerini, riferisce che in Grecia le farmacie sono di nuovo a corto di medicinali di base, dopo la decisione dei rivenditori all'ingrosso di adottare una stretta sulle forniture. Questa scelta ha portato ad una scarsità degli antidolorifici più diffusi e di farmaci anti-infiammatori, come pure di antibiotici, insulina e vaccini. A lanciare l'allarme è il capo dell'Associazione dei Farmacisti greci Constantinos Lourandos.