Giurati anonimi per il processo a Luigi Mangione, il giudice: “Evitare intimidazioni o influenze esterne”

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Luigi Mangione in tribunale durante l'udienza.
I giurati del processo a Luigi Mangione resteranno anonimi per evitare “molestie e intimidazioni”. Lo ha stabilito il giudice Gregory Carro. La selezione della giuria inizierà l’8 settembre e il processo dovrebbe durare circa sei settimane.

I giurati del processo statale a carico di Luigi Mangione, accusato dell'omicidio dell'amministratore delegato di UnitedHealthcare Brian Thompson, rimarranno anonimi per il timore che possano essere vittime di "molestie, intimidazioni o indebite influenze esterne".

È quanto è stato deciso dal giudice Gregory Carro. Solo i procuratori e gli avvocati della difesa avranno accesso ai nomi e agli indirizzi dei giurati, la selezione della giuria inizierà l'8 settembre.

Mangione è comparso ieri, martedì 11 agosto, davanti al tribunale penale di Manhattan per quella che potrebbe essere l'ultima udienza pubblica prima dell'inizio della selezione della giuria.

Carro ha motivato la decisione anche osservando che alcune persone che si identificano come sostenitori di Mangione hanno "rilasciato dichiarazioni pubbliche provocatorie e ostili" all'esterno del tribunale e hanno annunciato l'intenzione di assistere alla selezione della giuria per cercare di parlare con i potenziali giurati.

Considerata la straordinaria attenzione mediatica suscitata dal caso e gli episodi documentati di comportamenti minacciosi o ostili all'esterno del tribunale, Carro ha scritto in un'ordinanza che rendere pubblici i nomi dei giurati comporterebbe un rischio ingiustificabile di interferenze con l'amministrazione della giustizia.

Secondo il giudice, limitare la divulgazione pubblica dei nomi, consentendone al contempo l'accesso alle parti e ai loro legali, rappresenta una misura di tutela "appropriata e necessaria".

In previsione di un'elevata partecipazione al processo, tra media e pubblico, il giudice ha inoltre deciso che sarà predisposta una sala aggiuntiva da cui sarà possibile seguire cosa accadrà in aula.

Il processo dovrebbe durare circa sei settimane. Mangione, se riconosciuto colpevole, potrebbe rischiare decenni di carcere. Si è dichiarato non colpevole di tutte le accuse, tra cui omicidio di secondo grado e reati relativi al possesso di armi. L'anno prossimo dovrà affrontare anche il processo federale e anche in questo caso si è dichiarato non colpevole.

Il caso ha attirato l'attenzione internazionale poiché la morte di Thompson ha riacceso il dibattito sui costi elevati, per molti cittadini impossibili da sostenere, del sistema sanitario americano e ha trasformato Mangione in una sorta di "eroe popolare" con tantissimi sostenitori.

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