Trump ora anche contro Londra, potrebbe rivedere posizione sulla sovranità delle Isole Falkland: “Ci sto pensando”
Lo scontro dell’amministrazione Trump con gli alleati storici sembra non avere fine. Ora tocca di nuovo al Regno Unito che, dopo il caso Canada e la ridenominazione del lago Ontario, è diventato il nuovo bersaglio delle affermazioni del Presidente Usa. Il tycoon infatti ha confermato che sta ripensando alla posizione ufficiale sulla sovranità delle Isole Falkland, come aveva anticipato nei giorni scorsi un funzionario del Pentagono.
Alla richiesta di chiarimenti dei giornalisti su quanto era trapelato, infatti, Trump non ha smentito ma ha affermato "Esamino sempre ogni posizione, questa è solo una delle tante". Una mossa che pare un nuovo evidente tentativo di mettere sotto pressione gli alleati accusati di spendere poco per le armi. Nei giorni scorsi infatti da Washington era trapelata la notizia che gli Usa avrebbero potuto cambiare la propria posizione sulle isole qualora la Gran Bretagna non avesse rispettato gli impegni di spesa per la difesa.
Un colpo basso per Londra che nel 1982 è stata impegnata anche in una guerra con l’Argentina per ripristinare la sovranità sull’arcipelago dell’Atlantico dopo l’invasione delle truppe del Paese sudamericano che ne rivendica il possesso ancora oggi chiamandole Malvinas. In quella guerra gli Usa non intervennero direttamente ma diedero appoggio politico ai britannici e da allora mantengono una posizione neutrale sulla questione riconoscendo però l'amministrazione di Londra sul territorio.
In realtà si tratta di una minaccia che Washington aveva avanzato già in primavera quando dal Pentagono fecero uscire una email con le possibili ritorsioni contro gli alleati Nato che si erano rifiutati di collaborare nel conflitto Usa-Iran. "La sovranità sulle isole Falkland resta al Regno Unito" e "l'autodeterminazione è cruciale" avevano replicato da Londra. Ora il nuovo attacco dopo alcune indiscrezioni sul prossimo bilancio del nuovo esecutivo inglese secondo le quali dal testo potrebbe sparire il precedente impegno sulla spesa militare.
Proprio sull’Iran Turmp ha ribadito che “è un Paese fallito e non può avere l'arma nucleare" e che ormai sono sconfitti e Non c'è motivo di usare armi atomiche. L'Iran “è una nazione fallita. I loro leader sono in gran parte morti, la loro Marina è stata distrutta, la loro aviazione è stata distrutta, i loro sistemi di sorveglianza sono quasi completamente distrutti. Ha un'inflazione al 350% e non paga i suoi soldati, Questo non significa che non li prenderemo a schiaffi. Vedremo cosa succederà” ha detto Trump.