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La morte di George Floyd in Usa
5 Giugno 2020
08:01

George Floyd, notte di proteste negli Usa: a New York la polizia usa i manganelli sui manifestanti

Ancora proteste in tutti gli Stati Uniti per la morte di George Floyd, il 46enne afroamericano ucciso nel corso di un fermo di polizia a Minneapolis il 25 maggio scorso. Disordini si sono verificati in molte città, tra cui Washington DC, Atlantam Philadelphia, Chicago, Houston, Los Angeles. A New York circa 10mila persone hanno partecipato ad un corteo pacifico ma non hanno rispettato il coprifuoco, così la polizia ha risposto con arresti e uso di manganelli.
A cura di Ida Artiaco
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La morte di George Floyd in Usa

Notte di proteste negli Stati Uniti per la morte di George Floyd, il 46enne afromericano ucciso durante un fermo di polizia a Minneapolis lo scorso 25 maggio. Manifestanti sono scesi in piazza in numerose città da un angolo all'altro del Paese per il decimo giorno consecutivo per chiedere giustizia per l'uomo, dopo che le immagini dell'agente Derek Chauvin, che gli pressava il suo ginocchio sul collo mentre era a terra e in fin di vita, hanno fatto il giro del mondo. Da New York a Washington DC, da Atlanta a Philadelphia, passando per Chicago, Houston, Los Angeles e Seattle, gli attivisti hanno fatto sapere che non fermeranno finché non saranno esaudite le loro richieste di riforma della polizia e di fine di comportanti razzisti.

Le proteste continuano dopo il funerale di Floyd

Grande commozione a Minneapolis per il funerale di George Floyd, che si è svolto ieri e dove i presenti hanno osservato 8 minuti e 46 secondi di silenzio, cioè per tutto il tempo durante il quale l'uomo è rimasto bloccato a terra mentre Chauvin e altri tre agenti, tutti incriminati per la sua morte, ignoravano le sue richieste di aiuto perché "riusciva a respirare". La cerimonia si è tenuta nel santuario della North Central University. Dopo la commemorazione, il corpo di Floyd è stato portato a Raeford, nella Carolina del Nord, dove è nato, e successivamente arriverà a Houston in Texas, dove è cresciuto e ha vissuto gran parte della sua vita insieme anche alla sua seconda figlia Gianna. "Non è stato il Coronavirus a uccidere George Floyd ma la pandemia di razzismo e discriminazione", ha detto Benjamin Crump, uno degli avvocati dalla famiglia, riferendosi ai risultati dell'autopsia che hanno rivelato la vittima positiva a Covid-19. Ma l'infezione non c'entrerebbe nulla con le cause del decesso. Il fratello di Floyd, Philonise, ha poi tenuto una veglia di preghiera nel luogo dell'omicidio: "Tutti vogliono giustizia per George, noi vogliamo giustizia per George e l'avrà", ha detto alla folla.

A New York centinaia di arresti: "Non hanno rispettato il coprifuoco"

Tensione soprattutto a New York City, dove un altro fratello di George Floyd, Terrence, ha guidato un corteo di circa 10mila persone partito nella zona di Cadman Plaza a Brooklyn. Molte delle manifestazioni sono proseguite dopo il calar della notte in numerose città, provocando alcuni arresti sparsi nei luoghi in cui rimangono i coprifuoco per prevenire la violenza e i saccheggi verificatisi nei giorni precedenti. Sempre nella Grande Mela, come riporta la Cnn, la polizia ha usato manganelli contro i manifestanti pacifici che non hanno osservato la direttiva, mentre 180 di loro sono stati fermati. Tantissime le immagini di violenza che sono state condivise sui social network, tra cui quella dell'attacco da parte della polizia ad un passante che camminava con la sua bicicletta e al giornalista Nick Pinto, che è caduto in strada più volte dopo essere stato colpito sempre con un manganello.

Nuovo scontro Trump-Twitter: rimosso video del suo staff

Intanto, continua la guerra telematica tra il presidente Donald Trump e Twitter, dopo il botta e risposta dei giorni scorsi. La piattaforma ha, infatti, disattivato un video postato dal team della campagna elettorale dell'inquilino della Casa Bianca che rende omaggio a George Floyd, affermando che la decisione è stata presa per una questione di copyright. I responsabili della campagna del presidente hanno accusato Twitter e il suo co-fondatore Jack Dorsey di censurare un "messaggio confortante e unificante del presidente Trump".

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