G8 Lough Erne: accordo sui paradisi fiscali ma niente intesa sulla Siria
“Le autorità fiscali del mondo dovrebbero automaticamente condividere informazioni per combattere la piaga dell'evasione fiscale” è questo quanto scritto nella bozza conclusiva sui lavori del G8 a Lough Erne in Irlanda del Nord. In pratica i grandi del mondo sono pronti ad “uno scambio automatico di informazioni tra le autorità fiscali per rendere più facile per i governi trovare e punire gli evasori”. Nella bozza del testo si evince chiaramente che i leader mondiali vogliono combattere i paradisi fiscali e per questo motivo sono pronti a darsi nuove regole, “le nazioni dovrebbero cambiare le regole che permettono alle imprese di spostare i loro profitti oltre confine per evitare le tasse e le multinazionali dovrebbero riportare alle autorità fiscali quante tasse pagano e dove”. I leader mondiali sono convinti che l'elusione fiscale può essere solo combattuta supportando il lavoro dell'Ocse. “Lavoreremo per creare un modello comune per le multinazionali perché dichiarino alle autorità fiscali dove realizzano profitti e dove pagano le tasse nel mondo. Supporteremo le nazioni in via di sviluppo a recuperare le tasse che gli sono dovute, con accesso alle informazioni fiscali globali di cui necessitano” si legge infatti nel documento di dieci punti.
Lavoro e Siria – Durante il summit chiaramente i leader del G8 hanno anche discusso del problema del lavoro e della disoccupazione. “La nostra urgente priorità è promuovere la crescita ed il lavoro, particolarmente per i giovani ed i disoccupati a lungo termine” hanno scritto nella bozza conclusiva, individuando tre ricette per la crescita “Sostegno alla domanda, sicurezza delle finanze pubbliche e riforme”. Infine capitolo a parte sulla Siria dove non si è trovato un'intesa generale per l'opposizione della Russia a parte un generico richiamo alla moderazione ad entrambi gli schieramenti. Nel testo si legge che i leader mondiali “condannano ogni uso di armi chimiche in Siria e chiedono a tutte le parti di permettere l'accesso ad un team dell'Onu perché indaghi su queste accuse”, aggiungendo che c'è pieno appoggio alla conferenza sulla Siria da cui dovrà emergere un “accordo per un forma di governo transitorio con pieni poteri esecutivi, creata sulla base di mutuo consenso”.