Fukushima, due anni dopo ancora 315mila sfollati (FOTO)
Erano le 14 e 46 minuti dell'11 marzo 2011 quando un terremoto di magnitudo 9 causò il peggior disastro naturale che il Giappone abbia mai vissuto. Pochi minuti dopo, uno Tsunami inghiottì Fukushima e causò un incidente nucleare spaventoso alla centrale distante 60 chilometri dalla città: 15.881 persone rimasero uccise, 2.668 disperse e 6.100 ferite. Un milione di case andarono distrutte in pochi minuti e ancora oggi 315mila persone vivono in alloggi temporanei. Il disastro provocò 17milioni di tonnellate di rifiuti, dei quali sono stati smaltiti meno della metà.
La ricostruzione costerà 19mila miliardi di yen (l'equivalente di 150 miliardi di euro), ma il budget messo a disposizione dal governo potrebbe aumentare viste le pressioni del primo ministro ad accelerare i tempi. "Da quando ho assunto l'incarico – ha dichiarato – ho incontrato e ascoltato moltissimi superstiti del disastro, che vivono in alloggi temporanei. A loro dico di essere forti". Ma un altro problema si somma ai già tanti causati dall'onda anomala: sono i 160mila sfollati, allontanati dalle loro case perché abitavano in un'area troppo vicina a alla centrale nucleare Fukushima. Secondo le autorità giapponesi la situazione ora si è stabilizzata, ma occorreranno oltre 40 anni per smantellare l'impianto nucleare: un progetto al quale tutt'oggi lavorano 3000 persone quotidianamente, malgrado le complicazioni che anche la società che gestisce l'impianto ha ammesso: non sono ancora finite le infiltrazioni di materiale radioattivo nelle falde acquifere.