Padre aggredisce ancora la madre a Rimini, il figlio 22enne lo blocca e lo fa arrestare dopo anni di violenze
Un pugno al volto, poi la colluttazione e infine il figlio che riesce a bloccarlo a terra fino all'arrivo dei carabinieri. È così che, dopo anni di presunte violenze tra le mura di casa, un ragazzo di 22 anni ha messo fine all'ennesima aggressione del padre nei confronti della madre. L'episodio è avvenuto il 5 agosto in un hotel di Viserbella, a Rimini, dove la donna lavora.
L'uomo, 43 anni, di origine albanese e residente nel comune romagnolo, è stato arrestato in flagranza con le accuse di maltrattamenti in famiglia aggravati, lesioni personali e minacce nei confronti della moglie e del figlio. Al momento dell'intervento dei militari era in evidente stato di ebbrezza e, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, pretendeva dalla moglie il denaro guadagnato con il lavoro svolto nei mesi di giugno e luglio.
L'aggressione nell'hotel di Viserbella, a Rimini
A chiamare il 112 è stato proprio il figlio, preoccupato per la madre durante l'ennesima lite. La situazione è però rapidamente degenerata. Prima il 43enne avrebbe tentato di lanciare una bicicletta contro l'auto di un cliente dell'albergo, poi si sarebbe scagliato contro il ragazzo colpendolo con un pugno al volto.
Il giovane, nonostante il colpo, ha cercato di fermare il padre. Durante la colluttazione gli è caduto il telefono, mentre la chiamata con la Centrale operativa era ancora in corso. È comunque riuscito a trascinare l'uomo a terra e a immobilizzarlo fino all'arrivo dei carabinieri.
Nello scontro il 22enne ha riportato alcune lesioni, giudicate guaribili in dieci giorni. I militari hanno quindi preso in consegna il padre e ricostruito una vicenda familiare che, secondo le accuse, andava avanti da anni.
Cinque anni di violenze contro la moglie
Le indagini avrebbero fatto emergere episodi di maltrattamenti iniziati almeno nel marzo 2020, quando i due figli della coppia erano ancora minorenni. In una delle aggressioni più gravi, l'uomo sarebbe entrato ubriaco nella stanza dei ragazzi con una cintura in mano.
La moglie avrebbe tentato di proteggere i figli, ma sarebbe stata spinta con violenza contro il battiscopa, perdendo i sensi. Prima che venisse accompagnata in ospedale, il marito avrebbe inoltre colpito il figlio maggiore e gli avrebbe lanciato contro una bottiglia d'acqua piena. Al pronto soccorso, secondo la ricostruzione, la donna avrebbe raccontato di essere caduta accidentalmente, nascondendo la vera origine delle ferite.
L'ultima escalation sarebbe iniziata il 2 agosto, quando il 43enne avrebbe nuovamente aggredito la coniuge, spingendola contro una porta, strattonandola e afferrandola al collo. La donna ha riportato lesioni con una prognosi di 30 giorni e il giorno successivo ha presentato denuncia.
Ma anche dopo la denuncia le minacce non si sarebbero fermate. Il 4 agosto l'uomo si sarebbe presentato sul luogo di lavoro della moglie, sempre a Viserbella, per minacciarla ancora. Il giorno dopo, la nuova aggressione nell'hotel e l'intervento del figlio hanno portato all'arresto.
Il pubblico ministero ha chiesto la convalida del provvedimento e la custodia cautelare in carcere, considerando concreto il rischio che l'uomo possa reiterare i reati. Tra gli elementi valutati dagli inquirenti anche la sua presunta dipendenza cronica dall'alcol.