Frontiere aperte per i malati: da ottobre ci si potrà curare in tutta Europa

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La direttiva europea 2011/24 dà indicazioni e scadenze uguali per tutti gli Stati in modo che per l’autunno sarà possibile far viaggiare i pazienti con le stesse procedure amministrative, le stesse tariffe e un universale riconoscimento delle prescrizioni mediche.

Nell'Europa strozzata dalla crisi e con crescenti divari economici tra i Paesi del nord e del sud arriva una buona notizia: dal prossimo 25 ottobre cadranno anche le frontiere "sanitarie" e i cittadini dell'Ue potranno farsi visitare, curare e operare ovunque sul territorio europeo: un italiano avrà la possibilità di sottoporsi ad un intervento a Parigi, Londra e Stoccolma o un finlandese di venire da noi. Spiega Il Messaggero: "La direttiva europea 2011/24 dà indicazioni e scadenze uguali per tutti gli Stati in modo che per l’autunno sarà possibile far viaggiare i pazienti con le stesse procedure amministrative, le stesse tariffe e un universale riconoscimento delle prescrizioni mediche. Una mega rivoluzione che riguarda 600 milioni di cittadini, 2 milioni di medici e 20 milioni di infermieri. In burocratese la rivoluzione si chiama “Applicazione dei diritti dei pazienti relativi all’assistenza transfrontaliera”, in pratica è un’apertura delle frontiere in corsia. Una sorta del Trattato di Schengen della salute".

Al ministero della salute spiegano: "Abbiamo appena creato il cosiddetto Contact point come indica la direttiva. Un punto di contatto nazionale che coordinerà le attività che ruotano attorno a questo tipo di assistenza. A seguire nasceranno dei “Contact point” regionali per smistare la domanda che arriverà da fuori e quella interna per partire". Sul portale del ministero figureranno, per gli stranieri, tutte le strutture di eccellenza. Ogni Paese avrà la sua lista. Ai singoli Stati resta l’autonomia di prevedere un sistema di autorizzazione preventiva. Beatrice Lorenzin, ministro della salute, spiega: "Sarà un’occasione per noi. Non nascondo che può preoccupare una simile organizzazione ma potrebbe essere un modo per metterci in mostra. Per far conoscere le nostre eccellenze. Stiamo lavorando sui finanziamenti dei nostri ospedali che saranno destinatari delle scelte dei pazienti stranieri. Oggi abbiamo malati che si spostano da una Regione ad un’altra, a tempi brevi avremo una circuitazione europea. Finalmente non si parlerà soltanto di malasanità. So che diversi Paesi si sono già fatti avanti per stipulare accordi con le nostre strutture".

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