Francia, il governo pensa a una “Guantanamo” in cui internare i sospetti terroristi
Prima è stata la volta della sospensione della Convenzione Europea dei Diritti Umani, poi della voce – sempre più insistente negli ultimi giorni – dell'intenzione del governo di internare i sospetti terroristi in un apposito centro, anche in assenza di condanne. Il presidente Hollande e il primo Ministro Valls hanno convinto il governo a rivolgersi al Consiglio di Stato ponendo la seguente domanda: "Può la legge autorizzare una privazione di libertà degli interessati a titolo preventivo e prevedere la loro detenzione in centri previsti a questo scopo?". Si tratta, dunque, di un sondaggio ancora al vaglio dei costituzionalisti che rivela le intenzioni dell'esecutivo: secondo il sito di informazione Lundi Matin Valls intenderebbe costruire dei centri di internamento preventivo per presunti terroristi o fiancheggiatori, individui schedati dalla polizia con la lettera "S", indicante persone "sottoposte a controlli per prevenire minacce gravi alla sicurezza pubblica o alla protezione dello Stato, qualora delle informazioni o degli indizi reali siano stati raccolti a loro carico". In totale si tratta di 20mila cittadini, la metà dei quali presunti estremisti islamici, anche se non mancano estremisti politici di sinistra e destra.
Come è evidente il numero dei sospetti è altissimo e sarebbe impensabile detenere decine di migliaia di persone prive di condanna, tanto più che nella gran parte dei casi si tratta di musulmani incensurati ma sospetti di aver effettuato viaggi in Yemen, Siria o altri stati mediorientali. Il quesito presentato al Consiglio di Stato spiega che l'obiettivo della detenzione "è accrescere la sorveglianza di individui conosciuti dai servizi di polizia che presentano degli indizi di pericolosità, in particolare le persone oggetto di una scheda S". Tra queste in passato vi erano i fratelli Kouachi e Coulibaly, protagonisti della strage di gennaio, ma anche alcuni kemikaze del 13 novembre e Mohamed Merah, responsabile degli attentati di Tolosa nel 2012.
La possibilità di incarcerare preventivamente migliaia di sospetti ricorda quanto accade nel centro americano di Guantanamo e ha fatto parlare migliaia di democratici francesi di "macchina infernale dello stato di emergenza", proprio nella patria originaria di concetti come libertà, uguaglianza e fraternità.