Il terrore torna a scuotere la Francia. Nella serata di martedì 11 dicembre c’è stato un attentato al mercatino di Natale del centro storico di Strasburgo, nell'est del Paese, cuore dell'Europa e casa del Parlamento europeo. Le luminarie delle feste natalizie improvvisamente hanno illuminato una scena di guerra: spari tra la folla, morti, feriti accasciati nelle strade, persone che scappano urlando. Il sindaco della città Roland Ries ha subito parlato di un attentato terroristico e ha invitato tutti ad asserragliarsi dentro casa. Il bilancio provvisorio è di tre morti e tredici feriti, nove dei quali sarebbero in gravi condizioni. Tra i feriti ci sarebbe anche un giovane giornalista italiano, Antonio Megalizzi. Tra le vittime identificato ci sarebbe un thailandese di quarantacinque anni. Il governo francese ha alzato il livello di allerta al grado di “emergenza attentato”, con il controllo rafforzato dei suoi confini. È rientrato però il divieto di uscire dai luoghi sicuri e le scuole restano aperte. Sull'attacco indaga la procura generale antiterrorismo.

Cosa è successo al mercatino di Natale di Strasburgo

Intorno alle 20 di martedì un uomo, poi identificato nel ventinovenne Cherif C. già segnalato con il “fiche S” che contraddistingue gli individui radicalizzati, ha aperto il fuoco in rue Orfévres. Poi l’aggressore è scappato e si è barricato nel vicino quartiere di Neudorf, dove per ore la polizia, anche con elicotteri, ha cercato di bloccarlo. In uno scontro a fuoco con le forze speciali, il giovane sospettato dell’attacco sarebbe stato ferito a una mano. Da quanto emerso Cherif, nato a Strasburgo ma di origini straniere, era riuscito a evitare un arresto già la mattina prima dell'attacco. La gendarmeria aveva fatto una perquisizione a casa sua durante la quale è stato trovato del materiale esplosivo ma lui era scappato. Nel 2011 il giovane sarebbe stato condannato a due anni di prigione per avere ferito al volto un minore. Circa 350 uomini stanno attualmente cercando il sospettato. Non è escluso che possa avere dei complici. Il procuratore di Parigi, Remi Heitz,  ha detto che l'aggressore avrebbe gridato "Allah Akbar", poi si sarebbe allontanato a bordo di un taxi. Quattro persone vicine all'aggressore sono attualmente in stato di fermo.

Il racconto dei testimoni a Strasburgo

Tante le testimonianze arrivate da Strasburgo nella notte di terrore. L'Europarlamento, impegnato nella sessione plenaria, è stato chiuso. Il presidente, Antonio Tajani, ha assicurato che “questo Parlamento non si farà intimidire dal terrorismo” e ha tenuta aperta a oltranza la seduta. Diversi anche i politici italiani rimasti bloccati nei ristoranti nei minuti successivi all’attacco al mercatino di Natale. “Ho sentito i colpi, sei o sette, e ho visto due donne a terra colpite e una che urlava, mi sono allontanato per mettermi al riparo. Abbiamo cercato rifugio in un cortile e siamo stati poi accolti in una casa. La polizia ha evacuato la zona”, ha raccontato all'Agi l'eurodeputato dei Verdi, Marco Affronte.

Paura terrorismo in Francia: le reazioni dopo l'attentato a Strasburgo

Il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso “la solidarietà di tutta la nazionale a Strasburgo, alle vittime e alle loro famiglie”. Il ministro Castaner, inviato a Strasburgo per seguire da vicino gli eventi, ha annunciato di aver elevato il livello di allerta. Il premier Philippe ha anche attivato la cellula interministeriale di crisi. “Il cuore della democrazia europea colpito dalla follia omicida”, il commento a caldo del commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici, che si trova a Strasburgo.