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Forte terremoto in Cile di magnitudo 6.9, l’epicentro nella regione delle miniere

La scossa, di magnitudo 6.9, si è verificata nel nord del Cile con epicentro a circa 20 chilometri a nord-est di Calama, nella regione mineraria di Antofagasta. Non si registrano morti né feriti.
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Un terremoto di magnitudo 6.9 si è verificato nel nord del Cile con epicentro a circa 20 chilometri a nord-est di Calama, nella regione mineraria di Antofagasta. La scossa, registrata alle 17.53 di lunedì 25 maggio, ora locale, è stata avvertita in almeno quattro regioni del Paese – Arica e Parinacota, Tarapacá, Antofagasta e Atacama – secondo quanto riferito dal Servizio nazionale per la prevenzione e risposta ai disastri (Senapred).

La società mineraria statale cilena Codelco, specializzata nell'estrazione del rame, ha immediatamente sospeso alcune attività estrattive a causa del rischio di incidenti nelle miniere. Ricardo Munizaga, direttore regionale dell'agenzia cilena per la gestione delle emergenze, Senapred, ha dichiarato al canale televisivo locale 24 Horas che, sebbene il terremoto abbia provocato frane in alcune aree produttive, non sono stati segnalati feriti o altre gravi emergenze. Secondo Munizaga, i residenti di Calama, città abitata da molti minatori, hanno subito interruzioni di corrente e alcune interruzioni nell'approvvigionamento idrico, ma le infrastrutture chiave non sono state colpite. Tutte le compagnie minerarie hanno attivato i loro protocolli di emergenza e interrotto temporaneamente alcune operazioni per ispezionare gli impianti.

Questo evento si inserisce in un contesto geografico caratterizzato da una delle più elevate pericolosità sismiche al mondo. Il Cile, infatti, è situato lungo la cosiddetta "Cintura di Fuoco del Pacifico", un'area ad altissima attività sismica e vulcanica. La causa principale di questa costante instabilità risiede nella subduzione della placca tettonica di Nazca al di sotto della placca sudamericana: lo scorrimento di queste immense masse rocciose accumula una quantità colossale di energia che viene periodicamente rilasciata sotto forma di violenti terremoti (tra cui il più forte mai registrato nella storia coreana e globale, quello di Valdivia del 1960). Proprio a causa di questa vulnerabilità strutturale, il Paese ha sviluppato nel corso dei decenni normative antisismiche e protocolli di sicurezza tra i più severi e all'avanguardia del pianeta. È proprio grazie a questi rigidi standard costruttivi e alla preparazione della popolazione che scosse di magnitudo rilevante, come quella di Calama, si risolvono spesso con danni marginali e senza provocare vittime.

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