La foto dell’autore dell’attacco pubblicata dai media Usa
in foto: La foto dell’autore dell’attacco pubblicata dai media Usa

L’uomo che ieri ha ucciso tre persone in una base navale americana in Florida prima di essere colpito a morte da un agente aveva definito l'America una "nazione malvagia" prima dell'attacco. Lo rivela Site. Il killer, identificato come Mohammed al-Shamrani, era uno studente militare saudita. Prima dell’attacco nella base aeronavale di Pensacola aveva pubblicato un breve manifesto su Twitter, in cui dichiarava di essere "contro il male, e l'America nel suo insieme si è trasformata in una nazione malvagia". "Non sono contro di te solo perché sei americano, non ti odio per le tue libertà, ti odio perché ogni giorno sostieni, finanzi e commettono crimini non solo contro i musulmani ma anche per l'umanità”, aveva scritto, sempre secondo Site. La sparatoria è avvenuta alle 6.51, quando il killer, entrato in classe dove era in programma una lezione, ha cominciato a sparare. È scattato l'allarme e la base è stata chiusa: il killer, in fuga, è stato accerchiato dagli agenti della polizia locale, uno dei quali lo ha colpito uccidendolo.

Inquirenti non escludono la pista terroristica

Il militare saudita in addestramento nella base aeronavale di Pensacola ha usato una pistola per il suo assalto e ha ucciso tre persone ferendone altre sette prima di essere ammazzato da un agente. Il killer, secondo le prime informazioni diffuse, frequentava la scuola di volo alla base, era uno delle centinaia di soldati stranieri che ricevono qui l'addestramento. Gli inquirenti stanno indagando sul movente del gesto e non escludono la pista terroristica. L'incidente ha messo sotto shock la comunità locale che vive attorno alla base militare in Florida: tra militari e civili qui lavorano ventitremila persone, più della metà degli abitanti di Pensacola.

In uno dei tweet dell'account che porta il suo nome e di cui l'Fbi sta verificando identità, l'autore della strage, non rivendica l'appartenenza ad alcun gruppo ma riecheggia una frase di Obama bin Laden, il defunto capo di Al-Qaida: "la sicurezza è un destino condiviso… Non sarai sicuro finché non la vivremo come realtà in Palestina e le truppe Usa non se ne saranno andate dalla nostra terra". In uno dei suoi ultimi post, invece, viene ritwittato il discorso di Trump a Gerusalemme nel 2017.

Il messaggio di Trump – "I miei pensieri e le preghiere – aveva scritto su Twitter il presidente americano Donald Trump – vanno alle vittime e alle famiglie in questo momento difficile. Continueremo a monitorare la situazione". Il caso arriva ad appena 48 ore dal suicidio di un marinaio che aveva sparato a tre impiegati civili nella base navale di Pearl Harbor.

Fermati 6 sauditi, 3 filmavano l'attacco

Sei sauditi sono stati arrestati per essere interrogati in relazione alla sparatoria. Lo riferisce il New York Time. In base a quanto scrive il quotidiano, tre dei sei fermati avrebbe filmato la sparatoria, ha riferito una persona informata sulle fasi iniziali dell'inchiesta.