E' morto di vecchiaia, alla veneranda età di 90 anni e dopo essere riuscito a scampare a 638 attentati architettati dall'amministrazione statunitense oppure da esuli cubani sostenuti dalla CIA. La vita di Fidel Castro è stata ricca di colpi di scena, e molto probabilmente non poteva essere diversamente visto che ha guidato uno stato socialista a poche miglia di distanza dal paese patria del capitalismo più sfrenato, dimostrando che esiste un'alternativa a un'economia fondata sul profitto.

Proprio per questo, come ricorda anche il quotidiano The Guardian, gli USA hanno attentato alla vita di Castro almeno 638 volte e nei modi più rocamboleschi, tra sigari tossici o esplosivi, pillole velenose ed altre modalità degne di un'intera saga di film di James Bond. Alcuni anni fa Castro è entrato suo malgrado nel Guinness dei primati come "la persona che ha subito il maggior numero di tentativi di omicidio", 638 in 47 anni. Ad architettare i delitti, puntualmente falliti, sono stati gli 007 della CIA in stretta collaborazione con le amministrazioni americane oppure con gli esuli cubani fuggiti dopo la Rivoluzione. Nessuno dei fantasiosi metodi messi a punto, tuttavia, è mai riuscito ad avere la meglio sulla tempra e l'astuzia del "leader Massimo".

E' stato un documentario di qualche anno fa, intitolato "638 ways to kill Castro" tratto dal libro dell'ex capo dei servizi segreti cubano  Fabio Escalante, a documentare i sistemi più rocamboleschi per tentare di sbarazzarsi di Fidel Castro. In un'occasione un sigaro esplosivo è stato offerto al presidente cubano poche ore prima della sua visita alle Nazioni Unite. Nel 1985, invece, si pensò di contaminare con il botulino un altro sigaro. Ma la lista è lunga: conoscendo la passione di Fidel per le immersioni subacquee a largo di Cuba, la Cia distribuì una vasta quantità di molluschi nell’area. Il piano degli 007 prevedeva che l'attenzione di Castro venisse attirata da una conchiglia in cui era stato nascosto dell'esplosivo: il progetto, come è noto, non andò a buon fine e per questo si pensò di di infettare una muta da sub destinata al cubano con un fungo che gli avrebbe causato una pericolosa malattia alla pelle. Anche in quel caso Castro la fece franca.

Furono centinaia ancora i tentativi di uccidere Fidel: ci provò un'amante con delle pillole tossiche, poi fu la volta dei tè avvelenati, quindi dei dolci tossici o delle penne stilografiche al cianuro. Il tentativo più noto, però, risale al 2000 durante una sua visita a Panama: 90 chilogrammi di esplosivo potentissimo avrebbero dovuto far saltare il palco dal quale Castro doveva tenere un lungo discorso: il tritolo fu scoperto poche ore prima dagli uomini dei servizi segreti cubani e naturalmente rimosso.