Eutanasia: i medici francesi dicono sì, ma solo per i casi eccezionali

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L’ordine dei medici francese ha dato parere favorevole alla presentazione di una legge che consenta la “sedazione terminale” per casi eccezionali e su “richieste persistenti e lucide” dei pazienti.

Il Consiglio nazionale dell'ordine dei medici francesi con una decisone storica ha dato il suo primo via libera all'eutanasia per i pazienti in fin di vita. Nel comunicato ufficiale diffuso oggi infatti l'ordine dei medici ha annunciato che consentirà la "sedazione terminale" per pazienti in fine di vita che abbiano fatto "richieste persistenti, lucide e ripetute". Seppur di portata storica si tratta ovviamente di una prima apertura che come spiegano i dottori francesi riguarderà solo e soltanto casi eccezionali in cui siano presenti "agonie prolungate e dolori incontrollabili". I medici d'oltralpe nella loro decisione si sono appellati  "al dovere di umanità" nei confronti del paziente con sofferenze estreme.

Eccezionalità stabilita da un collegio di dottori – Come prevede il testo pubblicato dal Consiglio nazionale con il titolo "Fine della vita, Assistenza a morire", l'eutanasia potrà essere eseguita solo su pazienti "colpiti da una malattia per la quale tutte le cure sono diventate inoperanti e sono state già avviate le cure palliative", fermo restando che "una decisione medica legittima deve essere presa di fronte a situazioni cliniche eccezionali". Le condizioni di eccezionalità non saranno decretate a discrezione del singolo medico ma dovranno essere "identificate come tali da una formazione collegiale" di dottori.

Proposta di legge entro giugno – La proposta dei medici sarà consegnata al Presidente Hollande che aveva chiesto un rapporto all'ordine dei medici su questa delicata materia in vista della presentazione di un disegno di legge all'Assemblea nazionale, previsto per giugno. In Francia infatti vige dal 2005 la legge contro l'accanimento terapeutico, ma l'eutanasia resta ancora illegale. Secondo i medici francesi la legge attuale pur rispondendo "alla maggior parte dei casi di fine della vita, non offre soluzioni a certi casi di agonie prolungate o con dolori psicologici e/o fisici che, nonostante i mezzi applicati, restano incontrollabili". Per questi casi che "non possono restare senza risposta" i medici hanno proposto la "sedazione terminale".

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