Emergenza immigrazione, anche il Canton Ticino vuole chiudere la frontiera
“Se l'afflusso di migranti proseguirà a questo ritmo, dovremo chiudere provvisoriamente la frontiera. Solo così potremo esercitare una pressione sui paesi che non fanno il loro dovere". Non usa mezzi termini il presidente del Governo ticinese, Norman Gobbi, per esprimere le proprie preoccupazioni in merito all’emergenza immigrazione di questi giorni. Le tensioni a Ventimiglia non sembrano dipanarsi. I profughi chiedono di attraversare il confine francese. E così anche la Svizzera fa sentire la propria voce. In particolare è, appunto, il Canton Ticino che lamenta un aumento “significativo” delle richieste d’asilo da parte di immigrati che arrivano nello Stato della Confederazione Helvetica.
Nella sua intervista alla NZZ am Sonntag, Gobbi punta chiaramente il dito contro l’Italia, che da tempo rinuncia a registrare accuratamente i richiedenti, come previsto dall'accordo di Dublino, e alla Francia, che ha di fatto reso impenetrabile il confine di Ventimiglia, così come il blocco degli richiedenti asilo da parte dell’Austria. In tal senso, “il Ticino resta l'unica porta aperta nei pressi di Milano, per cui è chiaro che la pressione sulla Svizzera aumenterà in modo significativo” sottolinea Gobbi. E rimarca: “Noi facciamo il lavoro per l'Italia e l'Unione europea, in particolare nell'identificazione dei migranti". Gobbi chiede inoltre alla Confederazione più guardie di confine: "Dobbiamo fermare i clandestini sul confine meridionale e respingerli. Io non sono contro l'accordo di Schengen, né contro il regolamento di Dublino, a patto che questi funzionino. Ma al momento non funzionano".