È morto Klaus-Michael Kühne, il miliardario senza eredi aveva già deciso a chi devolvere il suo patrimonio

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Klaus-Michael Kühne
Klaus-Michael Kühne è morto a 89 anni nella notte tra domenica e lunedì, dopo un aggravamento delle sue condizioni di salute. Il miliardario della logistica, con un patrimonio di 21,5 miliardi di euro, non ha figli né eredi: aveva già deciso di destinare la sua fortuna alla fondazione filantropica da lui creata.

Klaus-Michael Kühne è morto nella notte tra domenica e lunedì, all'età di 89 anni, nella sua residenza di Schindellegi, in Svizzera. L'imprenditore tedesco, tra gli uomini più ricchi d'Europa, era da tempo malato e le sue condizioni di salute si erano aggravate negli ultimi giorni. La notizia è stata confermata da Kühne+Nagel, il gruppo logistico al quale aveva legato gran parte della sua vita professionale. "Con la morte di Klaus-Michael abbiamo perso un visionario, un grande imprenditore e una personalità straordinaria", ha dichiarato Jörg Wolle, presidente del consiglio di amministrazione della società.

Il suo patrimonio è stimato oggi in circa 21,5 miliardi di euro, anche se in passato le valutazioni avevano raggiunto quota 36 miliardi. Una fortuna costruita soprattutto nella logistica, trasformando l'azienda di famiglia Kühne+Nagel in uno dei maggiori operatori mondiali del settore. Entrato nell'impresa nel 1958, a 21 anni, Kühne ne assunse progressivamente la guida fino a portarla a una presenza internazionale in quasi 100 Paesi. Nel corso dei decenni, attraverso la sua holding, aveva poi accumulato partecipazioni in società come Hapag-Lloyd, Lufthansa, Brenntag e Flix, oltre a un importante investimento nel suo amato Hamburger SV, la principale squadra di calcio della città.

Kühne viveva in Svizzera dagli anni Settanta, nel canton Svitto, dove si trova anche Schindellegi, sede del gruppo. Proprio lì era rientrato d'urgenza circa dieci giorni fa, interrompendo una vacanza a Maiorca, dopo un peggioramento delle sue condizioni. Le fonti che hanno riferito del decesso non hanno indicato una causa precisa della morte, limitandosi a spiegare che l'imprenditore era da tempo malato e che il suo stato di salute si era aggravato nelle ultime settimane.

A rendere particolare la sua successione è però soprattutto ciò che accadrà alla sua immensa fortuna. Klaus-Michael Kühne e la moglie Christine, sposata nel 1989, non hanno avuto figli. E il miliardario aveva deciso da tempo di non lasciare semplicemente il proprio patrimonio alla famiglia. In un'intervista alla Welt, alcuni anni fa, aveva spiegato con chiarezza quale sarebbe stata la destinazione del suo patrimonio:

Il mio patrimonio aziendale sarà trasferito alla mia fondazione filantropica quando non ci sarò più".

Il riferimento è alla Kühne Foundation, fondata nel 1976 dallo stesso imprenditore insieme ai genitori. Nel corso degli anni la fondazione è diventata uno dei principali strumenti attraverso cui Kühne ha sostenuto progetti nel campo della beneficenza, della formazione, della medicina, della ricerca sul clima e della cultura. Una parte consistente delle risorse viene destinata proprio alla formazione nel settore della logistica, mentre altri finanziamenti riguardano teatri d'opera, sale da concerto e iniziative scientifiche. Solo per il 2026 il budget previsto per i progetti della fondazione è di circa 65 milioni di franchi svizzeri.

La scelta era stata ribadita anche più recentemente. In un'intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung di due anni fa, Kühne aveva spiegato che, dopo il trasferimento del suo patrimonio, la fondazione sarebbe diventata "una delle più grandi d'Europa", arrivando a gestire "un patrimonio spaventosamente alto". Non si trattava quindi di una decisione presa negli ultimi giorni di vita, ma di un progetto di successione costruito molto tempo prima.

La fondazione, che oggi conta undici membri nel consiglio, è guidata da professionisti con una lunga esperienza nel mondo economico e istituzionale. Tra loro c'è anche Jens Weidmann, ex presidente della Bundesbank. Il successore di Kühne alla presidenza dovrebbe essere Thomas Staehelin, il suo avvocato e collaboratore di lunga data, che ha 79 anni.

Il passaggio alla fondazione non riguarda soltanto una somma di denaro. Kühne aveva costruito nel tempo un vero e proprio impero attraverso la Kühne Holding, con partecipazioni in alcuni dei principali gruppi europei dei trasporti e della logistica. La holding è oggi uno dei principali azionisti di Hapag-Lloyd e possiede quote anche di Lufthansa, Flix e Brenntag. Il suo patrimonio, dunque, è legato in larga parte a partecipazioni societarie e attività industriali che continueranno a essere gestite anche dopo la sua morte.

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